“Basta raccomandazioni nel lavoro, sono compravendite morali”

Lavoro
Pope Francis

Il Papa sottolinea l’importanza del lavoro, la sua drammatica mancanza, e parla delle distorsioni spesso scandalose dell’economia che “dovrebbe servire l’uomo e non servirsene”

Papa Bergoglio torna a parlare di lavoro, e questa volta lo fa davanti ai membri del Movimento Cristiano Lavoratori, ricevuti in udienza nell’aula Paolo VI in Vaticano. Francesco ne sottolinea l’importanza, denuncia la sua drammatica mancanza, e parla delle distorsioni spesso scandalose dell’economia che “dovrebbe servire l’uomo e non servirsene”.

Oggi, afferma il pontefice, il lavoro troppo spesso diventa un lavoro schiavo; ci sono ancora tantissimi che non solo non lavorano, ma faticano perfino a mangiare. Gli orari sono sempre più lunghi mentre i salari sempre più bassi. Parlando dei disoccupati li descrive come “nuovi esclusi del nostro tempo”, citando le statistiche della disoccupazione giovanile: “Che cosa fa un giovane che non lavora, nelle dipendenze, nelle malattie psicologiche, nei suicidi, e non sempre si pubblicano le statistiche dei suicidi giovanili. Questo è il dramma dei nuovi esclusi del nostro tempo, che vengono privati della loro dignità”.

Al Movimento Cristiano Lavoratori, poi, chiede di educare a dare il meglio e formare “un nuovo umanesimo sul lavoro” dove al centro ci sia l’uomo e non il profitto. Francesco evidenzia quanto oggi, più che mai, bisogna respingere le tentazioni di scorciatoie, che sono sempre compravendite morali indegne dell’uomo che ingenerano una mentalità nociva, quella dell’illegalità che porta alla corruzione della persona e della società. “L’illegalità è come una piovra che non si vede: sta nascosta, sommersa, ma con i suoi tentacoli afferra e avvelena, inquinando e facendo tanto male”.

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