Lavorare da casa? Ora si può, con regole chiare

Lavoro
UNITA32_20151026184018765

Collegate alla legge di stabilità, il governo introduce nuove norme per regolare lo smart working. Ecco quali sono nel dettaglio

Incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. È questo l’obiettivo della legge collegata al ddl stabilità che introduce il “lavoro agile”, più comunemente conosciuto come smart working. Il testo, predisposto dal consigliere del governo Maurizio Del Conte, riconoscerà una tipologia di lavoro già largamente diffusa in molti Paesi avanzati e, di fatto, anche nel nostro Paese.

Il “lavoro agile” è quella fattispecie di impiego subordinato che si svolge fuori dalla sede aziendale, per lo più da casa o presso un coworking, grazie all’ausilio di strumenti tecnologici. Si tratta di una forma di lavoro che va incontro alle esigenze del lavoratore, senza intaccare le prerogative dell’azienda. Per molte imprese che hanno già sperimentato lo smart working una maggiore flessibilità organizzativa dei propri dipendenti può stimolare la loro creatività e migliorare la produttività aziendale.

La legge non entra nel dettaglio, ma si limita a fissare la cornice normativa di riferimento e si fonda sul principio della volontarietà tra le parti di voler ricorrere al “lavoro agile”. Datore di lavoro e lavoratore devono quindi stipulare un accordo scritto in cui definire le modalità di utilizzo dei device tecnologici, indicare le fasce orarie di riposo, ecc. Il “lavoro agile” può essere determinato o indeterminato, a tempo pieno o part time. Si può recedere per giusta causa o con un preavviso di almeno 30 giorni.  La retribuzione non può essere inferiore a quella dei dipendenti che lavorano in azienda e i controlli del datore devono rispettare l’accordo sottoscritto tra le parti e la legge sui controlli a distanza.

Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, la copertura degli infortuni viene estesa nel luogo dove si svolge l’attività lavorativa, nonché durante gli spostamenti necessari per raggiungerlo. Anche al “lavoro agile” vengono riconosciuti gli incentivi fiscali e contributivi previsti dalla legge di stabilità per la contrattazione di secondo livello.

Insomma, una vera e propria innovazione normativa che mette il mercato del lavoro italiano al passo con i tempi ed in particolare con quelle realtà organizzative e produttive orientate al risultato.

Vedi anche

Altri articoli