L’Ue irritata con l’Austria per la barriera anti-migranti. Pittella: “Inaccettabile”

Immigrazione
Il valico del Brenero, dove le autorità austriache vogliono edificare la nuova barriera antiemigranti, 12 aprile 2016.
ANSA/IRIS GARAVELLI

Il ripristino della frontiera provocherebbe anche molti danni di natura economica

La Commissione europea si è detta “molto preoccupata” per l’annuncio dell’Austria di voler costruire una barriera al Brennero dal 1 giugno. Le preoccupazioni riguardano soprattutto eventuali conseguenze sulla libera circolazione: “Finora abbiamo visto solo annunci stampa, ma se questi piani si dovessero concretizzare – avvertono da Bruxelles – dovremo valutarli molto seriamente”.

Il Brennero è fondamentale per la libertà di movimento in Europa, ha messo in evidenza una portavoce della Commissione Ue, Natasha Bertaud sottolineando come “il flusso di migranti irregolare non si stia spostando in maniera evidente dalla Grecia verso l’Italia.  La reintroduzione dei controlli ai confini interni deve essere eccezionale e proporzionata”, ha detto inoltre Bertaud annunciando che il Commissario Ue per la Migrazione e gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, parlerà oggi pomeriggio con il ministro dell’Interno austriaco.

Anche il capogruppo socialdemocratico al Parlamento europeo, Gianni Pittella, ha condannato la decisione del governo austriaco definendo inaccettabile il progetto di un “muro preventivo” al valico del Brennero. “Abbiamo raggiunto un nuovo livello di assurdità nella crisi dei rifugiati. La decisione del governo austriaco è completamente inaccettabile. Non solo perché è chiaramente contro l’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone, ma anche perché – aggiunge Pittella – dimostra nuovamente che i governi nazionali preferiscono chiudersi in fortezze nazionali piuttosto che cercare una soluzione europea globale ed efficace. Da parte dell’Austria – ha aggiunto, a margine della sessione plenaria dell’Europarlamento in corso a Strasburgo – è un colpo inutile e negativo all’Europa”.

L'infografica realizzata da Centimetri sulla possibile localizzazione della nuova barriera che l'Austria oggi a iniziato a costruire al Brennero per limitare, in caso di necessita', l'accesso di migranti provenienti dall'Italia. Roma, 11 aprile 2016. ANSA/ CENTIMETRI

 

Il ripristino della frontiera, avverte inoltre Confrasporto (Confederazione aderente alla Confcommercio), provocherebbe anche danni di natura economica. Secondo l’associazione sarebbe a rischio il valore del totale dell’interscambio commerciale con l’Europa che passa dal Brennero e che ammonterebbe addirittura a 140 miliardi di euro. È evidente, infatti, che le maggiori attese al valico causeranno alle imprese dell’autotrasporto aumenti dei costi legati alla diminuzione dei viaggi e minore velocità di consegna.

Ma il governo austriaco che non sembra voler tornare sui suoi passi: nessun muro, ma ”gestione dei confini”, sottolinea provando a giustificare la propria decisione. Il presidente Heinz Fischer parla di “management di confine” e assicura che i “provvedimenti al Brennero non prevedono un muro oppure filo spinato.

Nel frattempo, però, sono iniziati i lavori per la costruzione della barriera: due ruspe stanno sollevando una parte dell’asfalto nella zona dell’area di servizio Rosenberger, nella parte opposta dove il 3 aprile scorso sulla strada statale si registrarono gli scontri tra polizia austriaca ed attivisti in maggioranza italiani.

La struttura dovrebbe essere lunga 250 metri, coincidendo con la larghezza complessiva del valico.

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