Laura Pausini c’è e si fa sentire. Orgoglio femminile a San Siro

Musica
The handout picture made available by the Press Office on 05 June 2016 shows Italian singer Laura Pausini performing on stage at San Siro stadium, first step of her ''Simili Tour'' World Tour, Milan, Italy, 04 June 2016. ANSA/ PRESS OFFICE   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Prima donna con due concerti di fila nello stadio milanese, la Pausini abbraccia i fan con uno show spettacolare

Prima donna ad affrontare il grande stadio di San Siro nel 2007 e, nove anni dopo, prima donna a replicare con due concerti anticipando i prossimi appuntamenti di Modà, Pooh, Springsteen, Rihanna e Beyoncé.

Nella prima data del tour mondiale Laura Pausini cerca l’abbraccio del pubblico milanese, il più affezionato, poi arriverà a Roma (l’11 allo Stadio Olimpico con ospite Biagio Antonacci) e a Bari (il 18 all’Arena della Vittoria con ospite Giuliano Sangiorgi), quindi via al tour mondiale cominciando dal Canada, New York e Miami, la città dove per parecchi mesi ha soggiornato durante la sua partecipazione come giudice al talent “La banda”.

Nella nottata e in mattinata una forte pioggia ha rischiato di compromettere l’atmosfera del concerto, ma già nel pomeriggio è arrivato il sole milanese. Poco prima dello show un breve saluto con la stampa e la consegna di alcune dichiarazioni che la vedono rigorosamente impegnata sotto ogni profilo, per affrontare al meglio le fatiche degli stadi: “Mi preparo con la voce, faccio palestra e poi seguo una dieta equilibrata con una nutrizionista che include la mia amata pasta, molte verdure crude, carne bianca e pesce al vapore. Occorrerebbe dormire almeno otto ore di seguito, ma non riesco. Ho un’ansia pazzesca e va a finire che di notte ripasso tutto lo spettacolo”.

Uno spettacolo che inizia con Simili, il singolo più gettonato dell’ultimo album. Ad effetto l’entrata in scena dal basso, attraverso una buca che si apre nel palco centrale, lei vestita di bianco luccicante: “Siamo come un esercito di persone tra musicisti e ballerini tutti vestiti di bianco che, come soldati dell’amore, iniziano lo spettacolo sulle note del brano che mi unisce a tutti coloro che mi hanno scelta, uguali e diversi da me”.

Al suo fianco i musicisti Paolo Carta alla chitarra e direzione musicale, Nicola Oliva alla chitarra, Fabio Coppini al pianoforte, Roberto Gallinelli al basso, Carlos Hercules alla batteria, Ernesto Lopez Maturell alle percussioni e Andrea Rongioletti alle tastiere.

Resta in ascolto è il secondo brano in scaletta, con i fan in coro a braccia alzate, una costante di tutto il concerto che vede una partecipazione corale, sia sul prato che al primo, secondo e terzo anello, tutti stipati, centomila presenze sommando le due serate. Pompa il ritmo con ampio volume di bassi e parte Innamorata, dall’ultimo album, con immagini video su grande schermo.

Il colore si fa rosa e la Pausini indossa adesso un giubbino rosso brillantato: “I costumi di Byblos sono molto femminili”, fa sapere, “ho chiesto tutti abiti con le gonne, dopo tanti anni di soli pantaloni”. E’ l’orgoglio di una donna che in oltre vent’anni di carriera si è guadagnata una fama mondiale e ne va fiera: “Allora che sia tutto femminile! Anche gli abiti!”.

Poche pause, Laura vuole offrire al suo pubblico tutte le canzoni possibili, al punto che a pochi giorni dall’esordio ancora discuteva sui social con i suoi fan su quali scegliere. Per venire incontro alle tantissime richieste ha optato per la formula medley, reiterata per l’intera durata del concerto. Tante canzoni a formarne una sola, con il rischio di imprimere troppa velocità, ma il pubblico risponde benissimo, accetta volentieri il raggruppamento di canzoni come Con la musica alla radio, Benvenuto, Io canto e Per la musica, ben sapendo che ognuna meriterebbe uno spazio proprio. Intanto lei e i suoi collaboratori sul palco, musicisti-ballerini-danzatori, si spostano a turno dal palco centrale per raggiungere i palchi laterali posti a destra e sinistra per avvicinarsi meglio al pubblico.

Molto ritmo, molto volume sonoro per Chiedilo al cielo, piace la ballata Una storia che vale e a seguire trovano spazio interventi solistici dei coristi e chitarristi, a creare l’attesa per il ritorno in scena della Pausini, anche stavolta dal basso, per cantare Sono solo nuvole.

Certamente più pop che rock, la cantante si presenta con una chitarra elettrica a forma di quadrifoglio, simbolo dell’ultimo album, per cantare Come se non fosse mai amore. Intanto il vestito diventa nero, mentre al successivo cambio l’artista sfoggerà un elegante abito verde. Tra un medley e l’altro non manca di intrattenere il pubblico con qualche considerazione.

Sono tre storie d’amore vere ma finite, ed ecco It’s Not Goodbye, 200 Note e Se ami sai, poi arriva Primavera in anticipo, obbligatoriamente da cantare tutti in coro, la sensuale Ho creduto a me e l’orecchiabile Tra te e il mare che conquista facile.

Poi un siparietto familiare, da dedicare alla figlia Paola, la Pausini seduta a suonare un pianoforte bianco, con a fianco il compagno Paolo Carta alla chitarra acustica, per interpretare Celeste, da Inedito del 2011 ed E’ a lei che devo l’amore, scritta da Antonacci per l’ultimo album Simili.

Ci si avvia alla conclusione, con ancora tanto fiato per cantare insieme al pubblico che non si risparmia fino alla fine, e arrivano Incancellabile, Il mondo che vorrei, Strani amori e La s o l i tu d i n e , primo successo al Festival di Sanremo 1993. Ancora un medley con Limpido, Surrender e Io c’ero prima del bis Lato destro del cuore.

Arrivederci a Roma, dove sul palco salirà anche Paola Cortellesi, compagna d’avventura in tre puntate televisive.

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