L’arma migliore contro il terrorismo è l’integrazione. La storia di Sumaya

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La candidatura di Sumaya Abdel Qader nelle liste Pd a Milano fa paura agli estremisti islamici e su Facebook partono le minacce

Sumaya Abdel Qader è una donna di trentotto anni, musulmana, nata in Italia e molto attiva nella comunità islamica milanese. Madre di tre figli e con tre lauree, Sumaya, Sumy per gli amici, ha deciso di candidarsi alle elezioni amministrative di Milano con il Pd a supporto di Beppe Sala.

Nel suo sito internet la giovane candidata spiega i motivi che l’hanno portata a candidarsi da indipendente nelle liste del Pd. La cosa che subito balza agli occhi è la prima motivazione che Sumaya dà: “Milano è la mia casa“. Sì perché nonostante una destra populista, che cerca di sfruttare gli sbarchi dei migranti e gli episodi di estremismi islamici c’è una comunità islamica che in Italia lavora, produce, paga le tasse e ama il nostro Paese.

Da qualche tempo anche la comunità islamica italiana ha iniziato, come è giusto che sia, a partecipare alla vita politica del Paese: il deputato del Pd Khalid Chaouki è il rappresentante più conosciuto di questa grande comunità, che seppur minoranza, è una parte importante nel nostro tessuto sociale.

islam_unitaEcco questa partecipazione disturba gli estremisti, che preferiscono una guerra di civiltà per fare proseliti e continuare con la loro guerra contro l’Occidente. In un post firmato da Ibrahim al-Gharib su Facebook sulla pagina Cronache Islamiche – Informazione Islamica, Sumaya Abdel Qader viene accusata di essere una miscredente perché: “Candidarsi per incarichi pubblici di uno Stato che non applica la Sharia significa riconoscere la legittimità di questo Stato, e questo porta automaticamente fuori dall’Islam! Per i Musulmani l’unico governo legittimo è il Governo della Sharia, eppure nonostante ciò molti si compiacciono quando sedicenti “musulmani” si candidano per incarichi pubblici nelle istituzioni dei Taghut, le stesse istituzioni che applicano leggi contrarie alla Legge di Allah e che perseguitano i Musulmani che invitano al Tawhid e alla Sharia. Candidarsi a incarichi di uno Stato islamicamente illegittimo significa riconoscere la legittimità di questo Stato!“.

Questo post fa capire il vero obiettivo degli estremisti: isolare le comunità islamiche dalla vita dei paesi occidentali, in modo da alimentare rancori e paure. Un pensiero che si può paragonare a quello di chi vuole erigere dei muri per impedire “l’invasione”. Questi sono due tipi di propaganda che partendo da prospettive opposte portano allo stesso risultato. L’unico modo per combattere il terrorismo islamico è la cultura e l’integrazione, il vivere gli uni accanto agli altri oltre le differenze.

Pochi giorni fa, il 6 maggio, a Londra è stato eletto un sindaco di religione islamica pachistano di origine. L’elezione di Sadiq Khan è stata accolta in modo simile sia dagli estremisti islamici sia dalla destra populista. Nel video si vede il candidato della destra xenofoba girarsi mentre il neo sindaco inizia il suo discorso. Questo episodio, come le velate minacce a Sumaya Abdel Qader, fanno capire bene la strada da intraprendere. Quindi ben vengano le Sumaya e i Sadiq per continuare quel processo d’integrazione necessario e inevitabile per vivere insieme e vincere le paure.

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