L’appello di Renzi: “Venga in piazza chi vuole bene al Pd”

Referendum
Foto Daniele Leone / LaPresse
22-05-2014 Roma
Chiusura della campagna elettorale del PD a Piazza del Popolo
Nella foto Matteo Renzi

Photo Daniele Leone / LaPresse
22-05-2014 Roma (Italy)
Closing rally of the election campaign of the pd in Piazza del Popolo
In the photo Matteo Renzi

Sabato la manifestazione a Roma. Zedda, sindaco di Cagliari, Sel: “Con il No temo il caos”

C’è chi non dice né Sì, né No, del resto gli elettori indecisi nei sondaggi sono circa il 17, 18 per cento e l’astensionismo è registrato attorno al 48%. C’è chi ha creato il Fronte del “So”e chi sta più sul “Nì” valutando la riforma punto per punto con un personale spacchettamento delle modifiche costituzionali. Come Massimo Zedda, sindaco di Cagliari eletto nelle file di Sel con il centrosinistra che, infatti, ha scelto di non fare alcuna campagna elettorale per il referendum. Convinto che non sia «un voto pro o contro il governo», il giovane sindaco apprezza il fatto che «Renzi smorzi i toni».

Zedda vive con certo imbarazzo la posizione di Sel, schierata per il No, perché a lui, sul piano politico, lo «preoccupa il caos nell’eventualità che vincesse il no». Si è studiato articolo per articolo, ci sono alcuni che lo convincono altri sui quali è dubbioso: «Sono in difficoltà, è una riforma complessa. Se guardo alla città metropolitana e al superamento delle Province la riforma mi piace», ha spiegato ieri mattina, mentre aspetti come «l’articolo 70, non mi convincono». Per questo avrebbe voluto lo spacchettamento del quesito, come avevano chiesto i radicali. Così, se non gli dispiace il Senato delle autonomie, non gli piace «che sia scelto solo dai Consigli regionali» e che magari il sindaco di Roma non sieda al Senato «per mancanza di sintonia tra istituzioni».

Perplessità che accomunano l’area dei sindaci più di centrosinistra che “arancioni” (escluso il napoletano De Magistris che è per il No) vicini a Sel. Infatti Zedda si ripromette di confrontarsi con Giuliano Pisapia, ex primo cittadino di Milano, che non ha ancora rivelato come voterà ma sembra orientato più verso il Sì, e Marco Doria di Genova. Vicini a Pisapia, ad aver creato il “libero comitato del So”ci avevano pensato invece i senatori eletti con Sel (ora nel gruppo Misto), Dario Stefàno e Luciano Uras.

Ieri la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal Codacons sul quesito, sulla mancata indicazione del numero degli articoli. Per la Suprema Corte non è possibile farlo perché la riforma introduce anche delle norme. Restano sotto esame i due ricorsi del costituzionalista Valerio Onida, che chiedono lo spacchettamento, il tribunale civile di Milano si pronuncerà il 27 ottobre, il 17 novembre il Tar del Lazio. Se passasse il voto sarebbe rinviato a primavera.

Matteo Renzi chiama «tutti i cittadini che credono che sia arrivato il momento di cambiare» e «tutti quelli che vogliono bene al Pd» alla mobilitazione del 29 ottobre a Roma, e, nella e-news, invita i sostenitori del Sì a «smentire le Bufale del No» a fare comitati e a sottoscrivere qualcosa nel sito www.bastaunsi.it (ora a quota 430mila euro). Il vivace duetto con Renzi ospite di Lucia Annunziata a “In mezz’ora”è stato seguito da 1 milione 252 mila spettatori, pari al 7.23% di share. Il premier domenica ha “doppiato” in ascolti il grillino Luigi Di Maio ospite di Maria Latella su Sky, e anche la doppia intervista a lui e a Di Battista della stessa Annunziata dalla kermesse 5 Stelle a Palermo il 25 settembre scorso è stata vista da 734.000 mila spettatori, 4,68% di share.

E, dopo il confronto con Zagreblesky, su La7 Enrico Mentana dovrà mediare un faccia a faccia tra Renzi e Ciriaco De Mita schieratissimo per il No, match che si annuncia interessante, venerdì alle 22,30. L’annuncio lo dà Renzi stesso, che rivendica la scelta di confrontarsi con tutti, mentre Massimo D’Alema «non trova altro da fare che insultare gli elettori anziani». L’ex premier si rende conto della gaffe: «Era solo una battuta, non volevo offendere gli anziani», dice facendone un’altra: «Sono anziano, «non mi sarei certo riferito a me stesso come a una persona non in grado di comprendere una riforma».

Civati si offre a Renzi per un confronto «fra coetanei». Il fronte del Sì raccoglie adesioni di un imprenditore importante come il presidente di Luxottica, Leonardo De Vecchio, dopo l’endorsement di Confindustria, mentre nel mondo dello spettacolo spicca Benigni ma ci sono anche Liliana Cavani, Stefania Sandrelli, Federico Moccia, Umberto Galimberti. Sul fronte del No Toni Servillo, Fiorella Mannoia, Moni Ovadia, Odifreddi e altri.

Nella sinistra dem c’è chi sta già facendo campagna elettorale per il No,come Miguel Gotor e Roberto Speranza, i Democratici per il No, i circoli che ospitano confronti con i Sì. Pierluigi Bersani stasera sarà a“8 e mezzo”daLilli Gruber su La7. Contatti in corso con Gianni Cuperlo (non ancora schierato), la commissione sull’Italicum si riunirà in settimana. I bersaniani ci credono poco (ieri si sono incontrati all’associazione Nens con Vincenzo Visco per l’assemblea dei soci, nulla di politico, giurano), anche se Gotor, il più scettico, dice che «va benissimo se il Pd fa una sua proposta unitaria sulla legge elettorale», ma sul referendum la minoranza fa muro sul No.

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