L’Anac rivela tutti gli appalti illegali nella Capitale

Roma
Il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone durante il convegno Anac per la giornata nazionale di incontro dei responsabili della prevenzione della corruzione, Roma, 14 luglio 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Dalla manutenzione delle strade ai servizi per i disabili, dagli ospizi agli affitti delle case, dalla macellazione della carne fino alla tutela del verde pubblico

L’indagine dell’Autorità nazionale anticorruzione ha rivelato che dal 2012 al 2014, all’interno del Comune di Roma, c’è stata “la sistematica e diffusa violazione delle norme”. Il lavoro dell’Anac “ha palesato il ricorso generalizzato e indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, con il conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi che agevolano il radicarsi di prassi corruttive”.

Il contenuto dell’ultimo capitolo del lavoro degli uomini di Raffaele Cantone, firmato il 10 marzo scorso, è stato anticipato dai quotidiani Repubblica e Messaggero. Un’indagine che ha riguardato diversi ambiti: dalla manutenzione delle strade ai servizi per i disabili, dagli ospizi agli affitti delle case, dalla macellazione della carne alla tutela del verde pubblico, dall’ acquisto di nuovi software alla gestione dei canili. Secondo la relazione dell’Anac “la gestione delle attività contrattuali di Roma Capitale, nei suoi molteplici aspetti e modalità, non è conforme ai principi di buon andamento e di imparzialità dell’ amministrazione sanciti dall’ articolo 97 della Costituzione”.

Per questo “si riscontrano ricadute negative sulla qualità delle prestazioni e sull’ incremento dei costi, nonché sulla lesione della concorrenza, come effetto della sottrazione alle regole di competitività del mercato di una cospicua quota di appalti, affidati per la maggior parte senza gara”.

“Il sistema è così complicato che era veramente difficile creare meccanismi di controllo. Il punto vero è la complessità di una macchina burocratica che, come noi abbiamo evidenziato nella nostra relazione, ha circa 100 centri di posto. Deve essere assolutamente semplificata”, ha commentato il presidente dell’Anac Cantone al gr Rai. Cantone spiega: “La responsabilità principale è certamente dei dirigenti di alcuni dipartimenti e di alcuni funzionari. Ma nel corso del tempo c`è stato anche uno scarso controllo da parte della politica”.

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