“L’amore è uguale per tutti”, la Rai racconta la svolta sui diritti

Unioni civili
Un momento della cerimonia in Campidoglio per la trascrizione, davanti al sindaco Ignazio Marino, di sedici matrimoni gay contratti all'estero, 18 ottobre 2014 a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

In questi giorni ho celebrato diverse unioni d’amore: l’Italia cambia

L’Italia è in pieno “Celebration Day”. Da quest’estate ad oggi, infatti, nei Comuni grandi e piccoli di tutto il Paese le cerimonie delle unioni civili si svolgono con ritmi sostenuti. Milano, indubbiamente, guida la classifica (ieri si è unita la sua coppia numero 100), ma tutti i Comuni capoluogo hanno ormai celebrato almeno unione civile, così come è avvenuto anche nei centri più piccoli.
E’ il segno di una trasformazione sociale e culturale importante per l’Italia, una stagione dei diritti che trova la sua realizzazione nel coronamento del sogno d’amore di tanti cittadine e cittadini che per lo Stato italiano non esistevano, e che ora entrano a pieno titolo nel novero delle famiglie del nostro paese.Anche per me sono “Celebration days”. Soltanto negli ultimi due giorni ho celebrato e sono stata ospite a tre unioni civili. Momenti di grande gioia ed emozione per chi, come me, in prima persona si è battuta per l’approvazione di questa legge. Al di là delle tante storie individuali di queste coppie, mi trovo, infatti, a toccare con mano quanto importante sia il lavoro del legislatore quando riesce a produrre effetti positivi e diretti sulla vita delle persone, sulla loro quotidianità, sulla loro condizione sociale.Leggere la felicità negli occhi dei due ragazzi di Piombino, uno dei quali in alta uniforme della Marina, è il segno che davvero qualcosa è cambiato in quest’Italia, e anche nelle Forze armate, un paese che erroneamente in troppi ancora immaginano immobile e impantanato.

Così come vedere il sorriso d’amore di Roberta, ex parlamentare del Partito comunista, mentre guarda la “sua” Antonella o quello di Angelo e Alessandro mi fa sentire quanto la battaglia dei diritti sia anche la battaglia di una vita. Quella che ognuno vuole per sé e per i propri affetti.

E per consolidare e dare piena attuazione a quanto previsto dalla legge il Parlamento licenzierà a breve i decreti attuativi delle unioni civili, di cui sono relatrice in commissione Giustizia in Senato, chiarendo tutti gli aspetti normativi rimasti in sospeso. Questo perché si tratta di una legge complessa,  innovativa e importante, che tocca in modo diretto la vita e l’amore di tanti cittadini, gli riconosce finalmente la pienezza dei diritti sociali, previdenziali e di cittadinanza.

Un’aria nuova attraversa il nostro Paese e anche la tv pubblica lo ha percepito.

E così su Raitre, dal prossimo giovedì 3 novembre, per 6 settimane in seconda serata, andrà in onda “Stato civile – L’amore è uguale per tutti”. Un programma-documentario che racconterà la svolta culturale, sociale di questa nuova Italia delle unioni civili. Storie di vita e d’amore che finalmente diventano “normali” e trovano la loro realizzazione. Un progetto coraggioso che si richiama a quell’importante ruolo di servizio pubblico che la Rai, la più grande azienda culturale del Paese, deve saper svolgere.

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