L’Agcom accusa Vespa: “L’intervista a Riina jr era senza contraddittorio”

Televisione
Il conduttore di "Porta a porta", Bruno Vespa, durante il lancio della puntata dove andrà in onda l'intervista a Salvo Riina, figlio del boss della mafia siciliana Totò Riina, Roma, 06 aprile 2016.
ANSA/CLAUDIO PERI

Dopo l’esposto di Michele Anzaldi, l’Autority scrive al dg Rai per censurare il comportamento del conduttore

Una lettera inviata dal presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni al direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto mette la parola fine alla querelle sulla presenza di Riina jr a Porta a porta: fu vero giornalismo? Per Angelo Marcello Cardani, presidente dell’Agcom, la risposta è no.

Il testo integrale è stato pubblicato in esclusiva sul sito de La Stampa. Il passaggio più forte della missiva, originata dall’esposto presentato dal deputato del Pd Michele Anzaldi, è quello in cui si attacca “la censurabile unilateralità di molte fasi dell’intervista, condotta senza un adeguato contraddittorio” da parte del conduttore Bruno Vespa, dato che “le reticenze e le omissioni dell’intervistato” sono state “lasciate senza sostanziali repliche idonee a fornire al telespettatore una rappresentazione veritiera e completa”, pregiudicando così “la completezza delle informazioni in ordine ai fatti di cronaca oggetto di narrazione ed alle conseguenze che ne sono scaturite in ambito giudiziario”.

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