L’addio velenoso di Marino: “Il Pd mi ha accoltellato”

Roma

Conferenza stampa dell’ormai ex sindaco di Roma dopo le dimissioni dei 25 consiglieri comunali che hanno portato allo scioglimento della giunta

Chi mi ha accoltellato ha 26 nomi e cognomi e un unico mandante“. Così l’ormai ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, dà sfogo alle proprie riflessioni durante la conferenza stampa in Campidoglio convocata dopo il passo indietro dei 26 consiglieri comunali. “Quando un familiare ti accoltella, dopo pensi: ma è stato un gesto inconsulto o premeditato? Io questa riflessione non l’ho ancora fatta”.

“Per me è molto rilevante poter fare queste comunicazioni e alcune riflessioni – spiega Marino nell’affollata sala stampa del Campidoglio -. La crisi politica che si è aperta, auspicavo si potesse chiudere nell’aula per spiegare con dibattito chiaro e trasparente cosa stesse accadendo. Invece si è preferito andare dal notaio, segno di politica che discute e decide fuori da sedi democratiche“. Le dimissioni dei consiglieri “hanno ridotto la politica che ratifica decisioni assunte altrove”. Marino ha poi aggiunto di prendere atto “della scelta dei consiglieri che hanno preferito sottomettersi e dimettersi” e rivendica “lo straordinario cambiamento” fatto nei suoi due anni e mezzo di governo “oggi Roma è tornata ad essere virtuosa e abbiamo chiuso parentopoli”.

L’ex sindaco inizia così a elencare le azioni della sua amministrazione rivendicando i risultati di due anni e mezzo di amministrazione a Roma fino all’ultimo provvedimento di ieri sera “la chiusura di residence per l’emergenza abitativa”. “Abbiamo trovato 874 milioni di debiti – sottolinea Marino – e ora i conti sono in ordine e possono ripartire gli investimenti, abbiamo sbarrato le porte al malaffare, riconquistato lo spazio pubblico, impostato un nuovo ciclo dei rifiuti chiudendo Malagrotta”. E ancora: “Abbiamo aperto la metropolitana C e stavamo lavorando un nuovo assetto societario, per i trasporti”.

Quanto alle indagini, l’ex sindaco chiarisce di aver “chiesto di poter essere ascoltato come persona informata sui fatti. Tutti sanno che quando c’è una indagine è giusto che la magistratura compia tutti i suoi atti per arrivare a dichiarare l’innocenza o meno. Per questo avevo la volontà – prosegue – di presentarmi davanti all’Aula e raccontare tutti gli aspetti di questi due anni e mezzo, non privi di tranelli di altre forze politiche”.

L’ex sindaco, poi, a una domanda di un giornalista sui rapporti con Matteo Renzi chiarisce: “Rapporti turbolenti con il presidente del Consiglio? No, nell’ultimo anno non ho avuto alcun rapporto. Chi mi ha accoltellato ha 26 nomi e cognoni e mi pare un unico mandante”.

Infine i ringraziamenti: “Ringrazio chi, votandomi, ha deciso di dare inizio a una stagione di grandi cambiamenti. Ringrazio gli assessori, ringrazio i presidenti di municipio. Auguro anche buon lavoro al commissario che verrà, di lavoro ne avrà tanto. Credo che il segno che lasciamo sia un segno profondo. Spero che non si torni indietro, non è in gioco il futuro di Ignazio Marino, è in gioco il futuro di Roma. Si può uccidere una squadra ma non si possono fermare le idee”.

 

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