L’accusa di Malagò: “Populisti che non sanno di cosa parlano”

Olimpiadi
Il presidente del Coni Giovanni Malago' al comando generale della Guardia di Finanza durante la premiazione dei medagliati delle Fiamme Gialle alle Olimpiadi in Brasile, Roma 13 Settembre 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

“Argomenti copiati da Wikipedia”. L’incontro disertato con i vertici del Coni: “La sindaca è dal ministro”. Invece è in un ristorante poco lontano

Alle 15:07, quando il presidente del Coni Malagò e quello del comitato paralimpico Pancalli siedono già da oltre mezz’ora nel salottino dell’ufficio del sindaco assieme a Diana Bianchedi del comitato promotore, la seconda richiesta di chiarimenti. «La sindaca sta arrivando – è la risposta del portavoce di Virginia Raggi Teodoro Fulgione che l’ha appena chiamata al telefono – ha avuto un impegno istituzionale con il ministro Delrio».

Una rapida consultazione alle agenzie e la bugia crolla: quell’impegno infatti è finito da più di un’ora e infatti il sindaco, come testimoniato dalle foto del Corriere dello Sport, in quei minuti sarebbe a pranzo con altre due persone in un ristorante del centro. «Meritiamo più rispetto», commentano tutti.

Uno sguardo di intesa e la delegazione lascia il Campidoglio. Il sogno olimpico romano è svanito, ma l’atto finale è un affronto al mondo dello sport che con l’unanimità di tutte le federazioni (per la prima volta) aveva voluto la candidatura e al comitato promotore che da due anni lavora per Roma 2024.

E poi agli atleti medagliati di Rio che avevano chiesto alla sindaca Raggi di non fermare un sogno e persino a Bebe Vio, la paratleta che dopo l’oro in Brasile aveva rivolto il suo messaggio alla prima cittadina della Capitale.

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