L’abbraccio della Leopolda a Boschi, nel momento più difficile

Leopolda 2015

Nuovo attacco di Roberto Saviano sul salva-banche. Il ministro non replica e si gode il “ritorno a casa”, anche se il contraccolpo è evidente: “Vi voglio bene, oggi ancora di più”

INVIATO A FIRENZE – “Ben tornata a casa Maria Elena”. Baci e sorriso smagliante, Boschi sale sul palco della Leopolda più difficile della sua vita, accolta dalla standing ovation della platea. Il popolo della kermesse fa quadrato attorno alla donna che ha accompagnato la storia e l’organizzazione degli ultimi anni dell’evento fiorentino.

La vicenda del decreto salva-banche brucia ed è finita per coprire sulle cronache dei giornali quanto stava succedendo qui. L’attesa era tutta per lei ed è cresciuta oggi, dopo che Roberto Saviano, che già aveva chiesto le dimissioni del ministro, proprio in queste ore è tornato all’attacco dalla sua pagina Facebook: “Se il ministro Boschi dovesse rifiutare spiegazioni – ha scritto – restando al suo posto nonostante il pesante coinvolgimento della sua famiglia in questa gravissima vicenda che avrà probabilmente sviluppi giudiziari (come potrebbe non averne?) vorrà dire che nulla è cambiato, la Leopolda è una riunione di vecchi arnesi affamati, resi più accettabili dalla giovane età e dall’essere venuti dopo Berlusconi, e il Pd un’accolita che difende i malversatori a scapito dei piccoli risparmiatori”.

Parole durissime alle quali Boschi continua a opporre il suo silenzio, mentre da tutto il partito, dai renziani allo stesso Pier Luigi Bersani, le giungono segnali di solidarietà.

“Finalmente ci sono e mi scuso per il ritardo – dice appena salita sul palco – ho letto in queste ore molte ricostruzioni fantasiose sul perché non fossi qui con voi ieri sera. Stavo facendo il mio lavoro: stiamo discutendo la legge di stabilità e il ministro per i rapporti con il parlamento era lì”. Nessun imbarazzo, quindi, né la volontà di mantenre al riparo la kermesse dalle polemiche. Sarebbe stato peraltro un tentativo inutile. Ma che la vicenda la stia colpendo emotivamente è evidente e traspare anche dal suo ringraziamento alla platea: “Per me è tornare a casa e l’unica cosa che vi posso dire è che vi voglio bene, oggi ancora di più”.

Poi però volta rapidamente pagina. “I problemi che sono emersi negli ultimi giorni – dice – hanno ottenuto l’effetto di non farci parlare della legge di stabilità ed è un peccato, perché ci sono molte misure importanti”. Nel question time con i giovani leopoldini, largo spazio ovviamente è dedicato alle riforme costituzionali, fatte “per avere un Paese più semplice”, e all’Italicum, che “funziona bene perché dà la certezza del vincitore, consegnandola in mano ai cittadini senza che sia frutto di inciuci in parlamento”.

Ma oltre a questo, Boschi riprende anche le cento idee nate alla Leopolda 2011 per verificare a quattro anni di distanza che fine abbiano fatto. E il risultato, nel resoconto del ministro, ha il segno più: “42 sono già state realizzate grazie al lavoro del nostro governo e 38 sono all’esame del parlamento, come il reato di omicidio stradale e lo ius soli temperato”. La prossima tappa è già fissata: “Tra le cose che ancora purtroppo non abbiamo realizzato – spiega il ministro – perché dobbiamo trovare una sintesi tra idee diverse, è la legge sulle unioni civili, che all’inizio del nuovo anno sarà portata in aula al senato. Spero che diventi realtà il più presto possibile”.

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