La voglia di libertà (e di normalità) delle donne di Colonia

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A female reveller jumps for joy in front of the main station during the start of the street carnival in Cologne, Germany, on Thursday, Feb. 4, 2016. After a string of robberies and sexual assaults on New Year's Eve in the city that police say were committed largely by foreigners, German authorities are keen to avoid a repeat of those events during the five-day street party. ( (ANSA/AP Photo/Martin Meissner

I fatti di Capodanno sono una ferita ancora aperta ma la città è ripartita e ha voglia di festeggiare il suo Carnevale, uno dei più belli d’Europa

Alle 11,11 del giovedì grasso, come da tradizione, si è aperto il Carnevale di Colonia, una delle manifestazioni di massa più grandi, partecipate e divertenti in Europa. Una settimana di festeggiamenti senza fronzoli e senza limiti, in cui a farla da protagonista, inutile negarlo, è soprattutto la Kölsch, la birra ad alta fermentazione che è uno dei simboli della città renana. Tutte le altre birre sono bandite, mentre di questa possiamo dire (chi vi scrive il Carnevale di Colonia l’ha vissuto e mai dimenticato) che l’espressione “scorre a fiumi” non ha mai avuto un’applicazione pratica così vera e fondata.

Germany Cologne Carnival

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Carnival enthusiasts cheer and celebrate in front of the cathedral in Cologne, Germany, Thursday Feb. 4, 2016. The street carnival has started in Cologne under increased security measures. After a string of robberies and sexual assaults on New Year's Eve in the city that police say were committed largely by foreigners, German authorities are keen to avoid a repeat of those events during the five-day street party. (Maja Hitij/dpa via AP)

Come vuole l’usanza, il giovedì grasso è il Carnevale della donne, il celebre Weiberfastnacht. La giornata che apre le danze dei festeggiamenti ha una lunga tradizione e quest’anno è stata aperta ufficialmente dalla prima sindaca della storia di Colonia, Henriette Reker, che ha consegnato simbolicamente le chiavi della città alle donne coloniesi. Ed è partito il tradizionale taglio della cravatta, le lunghe e colorite sfilate che sfociano nel grande Rosenmontag.

Inutile negare che quest’anno tutto questo abbia un significato molto più forte e sicuramente diverso rispetto a tutti i precedenti. L’aggressione di massa di cui sono state vittime le donne di Colonia e non solo, nella notte di Capodanno, è una ferita ancora drammaticamente aperta. E si vede. La presenza delle forze dell’ordine è triplicata rispetto allo scorso anno, gli stessi locali dove si balla e si beve birra dalla mattina alla sera si sono organizzati con sistemi di sicurezza propri, è stato allestito un centro d’emergenza dedicato alle donne proprio vicino al Duomo.

Ma quello che si percepisce dalle immagini e dai racconti è che Colonia voglia tornare a impossessarsi della sua normalità e della sua libertà. I volti delle ragazze sono sorridenti e non preoccupati. E’ questo il modo migliore per non darla vinta al terrore, sia esso rappresentato da un kalashnikov, dalla spocchia di una gang o dal semplice disprezzo per la vita libera a cui siamo abituati.

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