La vecchia guardia alla riscossa. La smentita della Lombardi, toppa peggio del buco

M5S
ANSA/GIUSEPPE LAMI

In due interviste la donna forte del M5S a Roma aveva attaccato il nuovo corso di Di Maio e Dibba

Il Movimento Cinquestelle prova a ricompattarsi nella due giorni della kermesse di Palermo, ma la pax grillina dura solo il tempo di una giornata. Stamani sulla stampa già si aggiusta il tiro e si mettono i puntini sulle i. A farlo due esponenti del Direttorio. Precisamente due donne che potremmo definire della “vecchia guardia” (visto che ora per stessa ammissione di Grillo ci si trova nella fase due).

Stiamo parlando di Roberta Lombardi e Carla Ruocco (e se vogliamo anche Paola Taverna): un asse che rappresenta il “grillismo della prima ora” in contrapposizione con i volti nuovi balzati sulla scena, in particolare gli apprendisti leader Di Maio e Di Battista ora rientrati nel cono d’ombra del capo politico.

Tant’è che la deputata Lombardi spiega con chiarezza in due distinte interviste (non retroscena, non ricostruzioni)  con tanti di virgolettati (una a la Repubblica, una al Corriere della Sera)  che “Di Maio e Di Battista sono bravi a comunicare ed è giusto che vadano in tv. Ma non hanno un ruolo politico” perché “per essere leader occorre l’ autorevolezza. E per ora quella ce l’ha solo Beppe”.

lombardiPochi dubbi, si direbbe. Peccato che su Facebook la deputata pentastellata ha tentato di ritrattare quanto dichiarato ai due quotidiani più venduti del paese: “All’interno del movimento non ci sono correnti. Siamo una squadra e l’importante per noi sono i cittadini, il programma. Siamo uniti per trasformare il paese in una #Italia5stelle. Interviste e titoli fasulli non ci divideranno”. E per ribadire il concetto allega la foto di lei abbracciata tra Di Maio e Di Battista.

Malgrado lo slogan “dagli al giornalista” sia molto in voga tra i grillini, difficilmente si è visto un politico smentire virgolettati (con un contenuto praticamente identico) pubblicati in contemporanea da Repubblica e Corsera.

Forse Roberta Lombardi si è pentita di essersi tolta  qualche sassolino di troppo dalla scarpa. Per esempio quando nelle due interviste la donna forte del Movimento a Roma (che recentemente è stata sconfitta da Virginia Raggi) dice di considerare il Movimento e la sindaca “su due strade parallele”.

Anzi, per la Lombardi nella storia in M5S  “c’è un prima e un dopo. Ci sono quelli che sono arrivati prima del 2012, cioè la vittoria di Parma: io, Carla Ruocco, Paola Taverna e Roberto Fico. E ci sono quelli arrivati dopo. Quell’anno è stato un po’ spartiacque. Noi badavamo soprattutto alla sostanza, al lavoro di squadra. Chi è arrivato dopo spesso ha fatto prevalere la comunicazione alla sostanza”.

Se non bastasse gli stessi concetti sono stati ribaditi in un’intervista alla Stampa da Carla Ruocco, deputata e membro del Direttorio: “Per me il Movimento è uno soltanto. Sicuramente il discorso sulla comunicazione sbilancia un po’ tutto, e rischia di travolgere i principi di trasparenza e di lealtà, che devono essere il nostro faro”. E Di Battista e Di Maio? “Sono nostri compagni di viaggio. Non credo giocheranno una partita personale. Sarebbe contro i principi del M5S e non porterebbe da nessuna parte. E poi Beppe l’ha detto: in tv bisogna andare a raccontare le iniziative, informare sui temi. Punto”.

E’ facile scommettere che però anche oggi il mantra pentastellato sia quello della maledetta stampa di regime. Per sviare l’attenzione su dissensi che nessuna smentita potrà mai coprire.

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