Tsipras: “Mi dimetto”. Ecco perché vuole tornare subito al voto

Grecia
epa04881048 Greek Prime Minister Alexis Tsipras adresses the media after his meeting with Alternate Infrastructures, Transport and Networks Minister Christos Spirtzis (not pictured) at the ministry of Alternate Infrastructures, Transport and Networks in Athens, Greece, 12 August 2015. Greece and its creditors have struck a deal on a new bailout for the near-bankrupt country, local media reported on 121 August, following two weeks of intense negotiations.  EPA/ALEXANDROS VLACHOS

La data più accreditata per il voto è quella del 20 settembre. Dietro la decisione motivi politici, ma non solo

“Con i creditori internazionali la Grecia non ha ottenuto l’accordo che voleva ma è stato il migliore accordo possibile viste le circostanze. Ho la coscienza a posto, ora deve essere il popolo a giudicare il nostro lavoro”. Alexis Tipras si è dimesso e ha aperto le porte a nuove elezioni anticipate in Grecia. Dopo aver incassato la prima tranche del nuovo salvataggio europeo e aver rimborsato la Bce il premier greco si prepara così a spegnere così la rivolta interna al suo partito Syriza e rafforzare il sostegno politico per il suo governo a seguito delle difficili riforme concordate con l’Europa. La data più accreditata per il voto è quella del 20 settembre.

I rumors su elezioni anticipate si sono fatti sempre più insistenti dopo l’accordo raggiunto a Bruxelles nell’Eurosummit-maratona della notte fra il 12 e il 13 luglio scorsi. Syriza si era infatti spaccato, con la sinistra del partito che sosteneva che quell’intesa tradisse il mandato conferito a Tsipras con la vittoria del ‘no’ nel referendum del 5 luglio. Nel rispetto dell’accordo, dopo pochi giorni il Parlamento greco ha votato due pacchetti di misure, ma in entrambi i casi i dissidenti di Syriza si erano astenuti o avevano votato contro. Per l’approvazione dunque Tsipras aveva avuto bisogno dei voti dell’opposizione.

Da qui la necessità del premier di fare chiarezza, in primis dentro il suo partito. Solo un altro, forte, mandato popolare può dare a Tsipras l’autorevolezza per imporre le sue ricette ai suoi compagni di partito, senza dover ricorrere all’appoggio dei partiti la cui demolizione mediatica è stata una delle chiavi del suo successo. La vittoria è quasi scontata. Secondo un sondaggio di Metron Analysis pubblicato il 24 luglio, il sostegno a Syriza si attestava al 33,6%, il che lo rendeva il primo partito.

L’attuale partner di governo, il partito di destra Greci indipendenti, tramite il suo leader e ministro della Difesa Panos Kammenos ha fatto sapere che si presenterà alle urne come partito indipendente, ma ha promesso che dopo il voto continuerà a collaborare con Tsipras (difficilmente il premier ne potrà fare a meno). Il voto a settembre consente di andare alle urne prima che gli elettori comincino a sentire l’effetto delle misure adottate per il salvataggio, fra cui tagli alle pensioni e aumenti dell’Iva.

Vedi anche

Altri articoli