La trazzera grillina chiude con le prime piogge

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La strada realizzata con i fondi dei Cinquestelle in Sicilia bloccata dal sindaco di Caltavuturo, solo per il tempo incerto

Doveva risolvere i problemi della viabilità siciliana dopo il cedimento del pilone di un ponte dell’autostrada Palermo-Catania, il 10 aprile scorso. Doveva essere l’esempio della buona amministrazione fatta dal basso. Doveva essere la risposta all’inefficienza di regione e Anas. Era la “via dell’onestà”, com’è stata pomposamente battezzata dai suoi finanziatori, gli attivisti siciliani del Movimento 5 Stelle che hanno – va dato atto – raccolto 300mila euro per realizzare l’arteria.

Con il tempo che passa (e che cambia) emergono però sempre di più i problemi di una trazzera con pendenze al limite della percorribilità, asfaltata solo per metà e con un limite di velocità di 20 chilometri orari. Le polemiche ci sono state fin dall’inizio, con la Regione Sicilia schierata contro l’utilizzo della strada e il sindaco di Caltavuturo a difenderla e a rivendicare non solo i 15 minuti circa che si risparmiano con il percorso alternativo a quello “ufficiale”, ma anche il gran numero di auto che hanno deciso di percorrerlo (50mila a metà agosto, secondo le stime del comune).

Oggi però anche Mimmo Giannopolo, il primo cittadino del comune siciliano su cui ricade la bretella, ha dovuto alzare le mani. Di fronte alla prima allerta meteo ha emesso un’ordinanza annunciata ieri su Facebook, chiarendo che “sarà anche l’occasione per testare la tenuta della strada di fronte ad un evento meteorologico estremo”. Chiusura della strada dalle 7 di domani alle 7 di giovedì e invito alla prudenza anche per oggi, quando è prevista l’alternanza di piogge e schiarite: una decisione opportuna, per evitare guai peggiori di qualche minuto in più trascorso in macchina.

Una decisione, soprattutto, che riporta “via dell’onestà” a essere quella che è: una semplice trazzera ammantata da tanta propaganda.

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