La timeline del governo: a settembre via dalle tende e poi…

Terremoto
Si continua a scavare anche di notte con l'aiuto cani dell'unità cinofile dei vigili del fuoco. Amatrice, 25 Agosto 2016. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

Centrale il ruolo del commissario, che sarà Errani, e dell’Anac di Cantone

 

Proviamo a mettere in fila ciò che sappiamo circa le idee del governo sull’emergenza e sulla ricostruzione dei paesi terremotati. Tenendo conto che il premier, i ministri interessati, gli amministratori locali, i tecnici sono al lavoro in permanenza (anche oggi una riunione a palazzo Chigi).

Via dalle tende a fine settembre

La prima tappa è quello dello sgombero delle macerie, premessa per effettuare una prima importante stima dei danni, a sua volta indispensabile per ipotizzare gli stanziamenti ulteriori da mettere in conto (sul fronte dei soldi, ecco quello che si mette in campo). Quella dello sgombero delle macerie non dovrebbe risultare un’operazione complicata.

L’dea del governo è consentire l’abbandono delle tende entro un mese. Le persone verranno alloggiate nei primi edifici su moduli, e quanto prima nelle casette in legno. Il Corriere della Sera spiega che si tratta di “soluzioni in legno su modello tedesco, già utilizzate a Onna nel 2009. Intanto molti sfollati troveranno ospitalità in alberghi sulla costa di Lazio e Marche. Casette calibrate sulle dimensioni di ogni famiglia, alcune sono già state acquistate dalla Protezione civile sotto la gestione di Franco Gabrielli. Servono 20 giorni tra costruzione — una o due camere più cucina e bagno — e allacci”.

Questa fase si presenta delicata: intanto per l’arrivo dell’inverno, particolarmente rigido in quelle zone, e poi perché non c’è molto tempo per effettuare tutte le procedure (acquisto delle casette, sistemazione delle stesse ecc.).

L’obiettivo è di portare nei nuovi alloggiamenti tutti i cittadini interessati entro 4-5 mesi ma si spera di fare anche prima.

La ricostruzione

Il criterio del governo è stato riproposto anche oggi dal presidente del Consiglio: “I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina. E l’anima gliela danno le storie delle persone, vecchi e bambini, il vissuto quotidiano, gli spazi di una comunità a cominciare dal circolo, dalla chiesa, dalla scuola. L’impegno del governo è che questi luoghi così ricchi di un passato prezioso possano avere un futuro“, ha scritto Renzi nella sua enews.

Dunque – “per la prima volta”, come ha osservato il sindaco di Amatrice Pirozzi – tutto verrà riscostruito dov’era. Addirittura si pensa di ricostruire Amatrice secondo la disposizione che aveva, anche se qualche metro più in là.

I lavori di ricostruzione dovrebbero partire ai primi mesi del 2017. Centrale in questo senso la figura del supercommissario – l’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani – che dovrebbe essere nominato in settimana per decreto mentre su un punto Renzi sa di giocarsi molto: “La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’Autorità Anti Corruzione presieduta da Cantone ma anche con la massima trasparenza online. Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile”. Niente più scandali come in Irpinia, dunque, ma occhi puntati sulle esperienze del Friuli, dell’Umbria e dell’Emilia.

La prevenzione

Renzi punta moltissimo sul super progetto Casa Italia, il grande piano del governo per la prevenzione. Si può già dire che l’esecutivo intende mettere almeno 2-3 miliardi l’anno, tra incentivi ai privati sul modello ecobonus e interventi diretti (alcuni dicono che sarebbero necessari per dieci o anche vent’anni).  Il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio ha già stilato le “Linee guida per la classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici”, una sorta di vademecum previsto da un decreto del 2013 con la metodologia e lo standard per classificare il rischio sismico di tutte le costruzioni esistenti, compresi edifici pubblici, strutture complesse e dedicate alle attività produttive.

Lo stesso Delrio ieri alla Festa nazionale dell’Unità ha illustrato altri aspetti dell’azione che il governo vuole mettere in atto.

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