La terra trema a Norcia e nel Maceratese. Errani: “Casette entro 7 mesi”

Terremoto
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Dall’inizio della sequenza con il terremoto di magnitudo 6.0 del 24 agosto l’Ingv ha localizzato complessivamente oltre 4000 eventi

“Regole certe”, “dialogo sempre aperto con i territori” ma soprattutto impegno per poter usufruire entro 7 mesi delle casette prefabbricate per quanti sono rimasti privi della loro abitazione dopo il terremoto. L’impegno è stato assunto stamane dal Commissario straordinario Vasco Errani che, con il Capo della Protezione civile Fabrizio Curcio ha incontrato la popolazioni di Accumoli.

Un incontro, sotto un tendone montato dalla Protezione civile, che è stato per qualche istante interrotto dalle nuove e forti scosse di terremoto avvertite anche in quella zona nella tarda mattinata. Errani ha ribadito che per la ricostruzione sarà seguita la strada delle “regole certe” e che avrà come priorità quella di “mantenere l’identità dei territori”. Intanto, il primo impegno è quello di far uscire la popolazione colpita dal sisma dalle tende.

Per questo, è emerso oggi, si sta pensando ad una sistemazione presso strutture alberghiere o un contributo per le sistemazioni provvisorie.

Nel frattempo una nuova scossa di terremoto di magnitudo pari a 4.5 è stata avvertita nel maceratese. L’epicentro è stato ai monti Sibillini vicino al Comune di Castelsantangelo sul Nera, ma di fatto ha investito anche le province di Ascoli Piceno e Ancona. Molte le chiamate ai Vigili del Fuoco.

In nottata invece una scossa di magnitudo 4.3 è stata registrata alle 3:34 in provincia di Perugia, ad una profondità di 11 chilometri. E poi ancora, alle 5,19, è stata registrata una seconda scossa, sempre nella stessa area, con magnitudo 3.0, ad una profondità di 8 chilometri.

A Norcia, in provincia di Perugia, a seguito della scossa delle 3:34 di questa notte, ci sono stati momenti di paura, “ma al momento non risultano feriti”. Lo ha riferito a Rainews 24 il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, che ha parlato di piccoli crolli sulle mura antiche della città e in altri punti che avevano già subito danni a causa delle precedenti scosse.

Dall’inizio della sequenza con il terremoto di magnitudo 6.0 del 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha localizzato complessivamente oltre 4000 eventi: 151 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0; 13 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0 – quello di magnitudo 5.4 (Mw 5.3) avvenuto il 24 agosto alle ore 04:33 italiane nella zona di Norcia (PG).

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Secondo Daniela Pantosti, che dirige la Struttura Terremoti dell’Ingv, le repliche si stanno riducendo sia nel numero sia nella magnitudo ma non possiamo dire se questa riduzione continui nel tempo. L’esperta, intervistata dall’Ansa, ha spiegato che non si può escludere un aumento sia del numero di repliche sia della magnitudo, una ripresa dell’attività che per la verità sembra già esserci: “In Emilia nel 2012, per esempio dopo la prima scossa del 20 maggio ci fu un decremento della sismicità, ma dopo 9 giorni si verificò una scossa di entità uguale alla precedente”.

Proprio per comprendere la dinamica della sequenza sismica in corso nel centro Italia gli esperti dell’Ingv stanno procedendo alla rilocalizzazione degli eventi sismici analizzati in un primo momento dalla Sala Operativa di Monitoraggio Sismico Ingv di Roma. “Queste analisi – ha osservato Pantosti – ci consentono di capire come si distribuiscono le scosse e di definire la geometria della faglia che si è rotta con la prima scossa e che sta continuando a rompersi durante le repliche”.

Inoltre, per studiare come si è deformato il suolo nelle zone colpite dal sisma i ricercatori stanno analizzando anche le immagini dei satelliti, raccolte prima e dopo il terremoto.

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