La Terra dei Fuochi è terra di morte

Ambiente
Militari dell'Esercito impegnati nei controlli delle aree della cosiddetta 'Terra dei Fuochi' in una foto del 3 Marzo 2015. ANSA/CESARE ABBATE

I dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità sono drammatici. Padre Patriciello: “Solo i ciechi, i sordi, i disonesti, gli imbroglioni potevano dire il contrario”

La Terra dei Fuochi continua a mietere vittime. Secondo l’aggiornamento sulla situazione epidemiologica nei 55 Comuni campani coinvolti, eseguita dall’Istituto Superiore di Sanità, nell’area in questione si registrano più morti, più ricoveri e una maggiore incidenza di tumori maligni rispetto alla media regionale. Il Rapporto riguarda 32 Comuni della provincia di Napoli e 23 della provincia di Caserta.

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“”La mortalità generale è in eccesso rispetto alla media regionale, in entrambi i gruppi di Comuni, sia tra gli uomini che tra le donne” – recita il testo. Le patologie più frequenti sono tumori maligni di varia natura, dallo stomaco al fegato, dal polmone al pancreas, dalla mammella alla vescica. A rendere ancora più drammatico il quadro è il fatto che i più colpiti sono i bambini. “Eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori ed eccessi di tumori del sistema nervoso centrale”. Oltre alle malattie si sottolinea come un altro aspetto rilevante per l’area della Terra dei fuochi in relazione alla salute infantile risulta essere la deprivazione socioeconomica, che incide in particolare sulle malattie croniche.

La guerra dei numeri

Appena qualche ora dopo la diffusione del rapporto dell’Iss, arriva, puntuale, la solita dose di polemiche. Mario Fusco, direttore del Registro Tumori della Asl 3 di Napoli, in un’intervista al Mattino parla di “corvi” e rifiuta i dati dell’Iss che accusa di aver fornito “risultati soltanto parziali”. “Il fenomeno dell’eccesso e dell’incidenza di mortalità generale e infantile – afferma – non riguarda solo i 17 comuni della Asl Napoli 3 sud della Terra dei Fuochi ma anche gli altri 18 comuni che non rientrano in quella etichetta. Io ho fornito tutti i dati ma sono stati omessi”.

Dichiarazioni “violentissime e particolarmente offensive” per Antonio Marfella. Oncologo al Pascale di Napoli e da sempre in prima linea nella denuncia contro lo scempio della Terra dei Fuochi che in un post su Facebook si dice “allibito e stupefatto”, chiedendo ufficialmente “l’intervento di legali a tutela del buon nome nostro e dei colleghi di Iss”. E aggiunge: “Non mi interessa chi è corvo e chi avvoltoio, mi interessa solo che grazie a questi personaggi la speranza di vita media di ogni nostro bambino è ulteriormente diminuita da meno due anni del 2006 a meno 3.6 anni di speranza di vita media a dicembre del 2015 in provincia di Napoli”.

Gli fa eco padre Maurizio Patriciello il prete coraggio che fra i primi ha lanciato l’allarme sul disastro che stava colpendo la sua gente e che non si stanca di puntare il dito contro chi volta la testa dall’altra parte: “Non canto vittoria. Non posso. Non ce la faccio. Ho il cuore a lutto questa sera. Avrei preferito essere smentito. Avrei voluto dire: ‘Vi chiedo scusa. Mi ero sbagliato. Vi ho ‘allarmato’ inutilmente”. Invece “avevamo ragione noi. Bella consolazione! Solo i ciechi, i sordi, i disonesti, gli imbroglioni potevano dire il contrario”.

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