La svolta sul contratto dei metalmeccanici. Renzi: “Bel passo avanti”

Lavoro
Il segretario nazionale della Fiom Cgil Maurizio Landini (s), quello dalla Fim Cisl Marco Bentivogli (c) e quello della Uilm Uil Rocco Palombella (d) durante la firma del contratto dei metalmeccanici con Federmeccanica e Assitel. Roma, 26 novembre 2016. ANSA/ MARIANNA BERTI

Una partita rilevante nel quadro delle relazioni industriali del nostro paese

E’ il contratto della “svolta” quello firmato ieri tra Federmeccanica e Fim Fiom Uilm. Un rinnovo quadriennale, 2016-2019, che vale per i lavoratori circa 92,68 euro medi al mese, mix di recupero dell’inflazione e di welfare, e che innova la contrattazione dei Metalmeccanici senza spaccare né i sindacati né le imprese.

Una partita rilevante nel quadro delle relazioni industriali del nostro paese in primo luogo perché i metalmeccanici rappresentano un settore cardine nel sistema industriale, con circa 1,6 milioni di addetti.

Ma il rinnovo più importante del settore industriale è degno di nota anche perché chiude un lungo negoziato tra sindacati e federmeccanica, che ha visto oltre 20 ore di sciopero, 13 mesi di vertenza e centinaia di assemblee svolte nelle fabbriche. Un periodo in cui i sindacati erano ritornati a muoversi insieme dopo 8 anni di contratti separati. Inoltre assume un aspetto rilevante perché segue la linea della concertazione e della concretezza dei risultati – lontana da quella della contrapposizione e dello scontro. Non a caso arriva a poche settimane dall’intesa sulle pensioni (in quel caso raggiunta assieme al governo).

Fim Fiom e Uilm archiviano così non solo quel salario minimo di garanzia su cui si era accesa la mischia all’inizio della trattativa ma anche il decalage chiesto dagli industriali sul calcolo del costo della vita e portano a casa il recupero del 100% dell’inflazione, sebbene ex post, e la conferma degli scatti di anzianità oltre al riconoscimento della centralità del contratto nazionale che per la prima volta sperimenta il Welfare contrattuale.

Gli industriali meccanici, invece, ottengono che il reintegro dell’inflazione, seppure al 100%, sia calcolata ex post (dunque pagata a giugno dell’anno successivo), l’assorbimento di alcune voci ‘minori’ e un ‘montante’ di benefit e welfare interamente detassabili evitando così la ghigliottina del costo del lavoro che avrebbe decuplicato i costi se l’intera cifra stimata fosse andata tutta sui minimi salariali.

“E’ un accordo importante, bravi tutti”, ha commentato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo alla Nuvola di Fuksas, a Roma per il Sì al referendum. “Non sono arrivati ai nostri 80 euro – ha aggiunto scherzando – ma son stati bravi”. Mentre il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha espresso la propria soddisfazione per un risultato “che contiene elementi di novità importanti e positivi” e che rappresenta “un bel segnale per l’industria manifatturiera”.

 

I punti salienti dell’accordo

L’ipotesi di rinnovo firmata ieri è fatta da 15 articoli

Durata – Il contratto copre il quadriennio 2016-2019, ma in realtà quest’anno è ormai andato. Gli aumenti retributivi decorrono dal mese di giugno di ciascun anno, quindi non più da gennaio.

Aumento – L’incremento in busta paga è di 92,68 euro, come media mensile a regime. Così ripartiti 33,29 euro sono in welfare, 7,69 in formazione e 51,7 vanno al recupero dell’inflazione.

Potere d’acquisto – Il riaggancio al costo della vita avverrà ex post su base annua, mentre finora era stato fatto ex ante. Non si verificherà quindi più lo scostamento tra quanto previsto e quanto effettivamente registrato.

Sanità – Riconoscimento dell’assistenza sanitaria integrativa (metaSalute) a tutti i dipendenti e ai loro familiari (anche conviventi di fatto) a partire da ottobre del 2017. Per un beneficio a regime di 12 euro mensili in media (l’azienda ci mette 156 euro annui).

Previdenza – Rafforzamento della previdenza complementare portando il contributo aziendale al fondo Cometa dall’1,6% al 2% della retribuzione a partire dal giugno del 2017. Il beneficio medio mensile e’ di 7,69 euro a regime a testa.

Benefit – A partire da giugno del 2017 ci saranno 100 euro di welfare aziendale esentasse, che diventeranno 150 nel 2018 e 200 nel 2019.

Una tantum – A marzo del prossimo anno in busta paga comparirà un bonus di 80 euro lordi, una sorta di indennizzo per il 2016.

Formazione – Diritto soggettivo alla formazione per 24 ore, con un contributo aziendale fino a 300 euro.

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