La strana partita del roaming: pagare meno dall’Europa per pagare di più in Italia?

Comunicazione
450505703_6a08f0a798_o

Primo accordo sull’abbattimento dei costi per le telefonate e le connessioni dai cellulari all’estero. Il governo italiano soddisfatto, ma con cautela. Giacomelli: “Restano da definire dettagli non secondari”. Ecco quali sono

La reazione del governo italiano è di cauto ottimismo. L’accordo raggiunto nella notte scorsa a Bruxelles per abbattere i costi del roaming internazionale all’interno dei confini europei a partire dal 2017 – cioè per telefonare e connettersi via telefono e smartphone allo stesso costo pagato nel proprio paese – è valutato positivamente dal sottosegretario alle telecomunicazioni Antonello Giacomelli. Il quale, però, aspetta di vedere come si svilupperanno i dettagli contenuti nell’accordo, che potrebbe trasformarsi in una beffa per i consumatori.

“Quando l’Europa parla a una voce sola è sempre positivo, quindi l’accordo su fine roaming e net neutrality è una bella notizia, anche se per ora è solo sui punti e rimangono da definire dettagli tecnici non secondari”, è stato il commento di Giacomelli, che ha spinto molto affinché si evitasse lo slittamento al 2018 dell’entrata in vigore delle nuove regole.

Cosa preoccupa il governo italiano e gli altri che più spingono in direzione dell’abbattimento dei costi? Sono due in particolare i punti controversi. Il primo riguarda l’intesa da concordare entro il 15 giugno 2016 sulla riforma del mercato all’ingrosso che riguarda tutte le compagnie. Se non si chiude entro quella data, diventa praticamente certo lo slittamento della riforma al 2018. Il secondo rischia di essere ancora più insidioso per i consumatori: è il principio per il recupero dei costi. In parole povere, se non si trova il modo di “risarcire” in qualche modo le compagnie per i mancati guadagni provocati dall’accordo europeo, queste potrebbero rivalersi sulle tariffe imposte agli utenti nel loro paese. Ci potremmo così ritrovare nella situazione in cui per pagare meno quando siamo in un altro paese europeo in vacanza o per lavoro, spenderemmo di più per chiamare o connetterci alla rete dati in Italia.

“Il demonio è nel dettaglio”, lo dice anche l’associazione dei consumatori europei.

(foto Flickr – Leo Prieto)

Vedi anche

Altri articoli