La strage in Oregon, l’appello di Obama: “Aiutatemi a salvare i nostri ragazzi”

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“Possiamo fare qualcosa per cambiare le cose, ma non posso farlo da solo”, ha detto il presidente Usa in diretta tv

Tra orrore, rabbia indignazione, l’America deve ancora una volta fare i conti con l’ennesima strage in un campus universitario e la polemica sulla diffusione e la facilità di reperimento delle armi. Questa volta è successo in Oregon, all’Umpqua Community College di Roseburg dove l’assassino, il 26enne Chris Harper Mercer, ha ucciso nove persone, ferendone altre sette.

Un attacco spietato: quando è entrato nell’edificio con sé aveva quattro pistole. Il ragazzo ha fatto alzare in piedi uno a uno le vittime facendogli dichiarare di che fede fossero per poi freddarli a bruciapelo con un colpo alla testa quando rispondevano che erano cristiani. Secondo le forze dell’ordine, l’autore della strage,  poi ucciso dalla polizia, non era uno studente dell’istituto. Il giorno prima aveva preannunciato la sua furia omicida, postando in rete le sue intenzioni e avvisando che era meglio non farsi vedere nei pressi del campus.

Un massacro, l’ennesimo, che lascia l’America e il mondo sgomento e provoca la rabbia e lo sconcerto di Barack Obama che chiede con un messaggio alla nazione con forza una riforma della legge per la vendita di armi da fuoco. “I pensieri e le preghiere non bastano più'”, dice Obama che ribadisce: “Siamo il solo Paese avanzato nel mondo che registra queste stragi ogni pochi mesi”. Le attuali leggi sulla vendita di armi “non sono sufficientemente sicure”.

Un discorso molto inteso quello del presidente, il nono in sei anni per commentare una strage. “E quello che è diventata una routine, di certo, è la risposta a coloro che si oppongono a qualsiasi legge di buon senso sulle armi”. All’interno del Congresso è l’ala conservatrice dei repubblicani e la lobby delle armi a essersi sempre opposta ad una stretta in tal senso.

Anche la candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, ha lanciato un appello per una “sostanziale” riforma della legge sulle armi negli Stati Uniti: “Va assolutamente oltre la mia comprensione ciò cui stiamo assistendo, con queste stragi che si ripetono una dopo l’altra”, ha detto Clinton commentando i fatti del campus dell’Oregon. “So che esiste un modo per arrivare ad un controllo della vendita delle armi per poter prevenire la violenza, evitare che le armi finiscano nelle mani sbagliate e salvare delle vite”. “Mi impegno – ha aggiunto Clinton – affinché venga fatto tutto il possibile per raggiungere questo risultato”.
“Obama chiede agli americani di ribellarsi alla routine delle stragi e di porre limiti alla diffusione delle armi. Una sfida storica”. E’ invece il commento dall’Italia da parte del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

Il paradosso nella vicenda è che lo stesso massacro potrebbe essere utilizzato per portare avanti la tesi della necessità di una maggiore diffusione delle armi. Il college, infatti, è vigilato da una sola guardia, peraltro disarmata. Lo scorso anno si era discusso se aumentare il livello di sicurezza, permettendo anche che i vigilantes potessero portare armi. Ma nel campus poi si era deciso per il no.

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