La strage di Nizza: Bouhlel non è un lupo solitario. L’ultimo sms: “Manda più armi”

Terrorismo
Un fermo immagine tratto da Sky Tg24 mostra Mohamed Lahoujaiej Bouhlel, il killer di Nizza.
ANSA/SKY TG24 
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Secondo le indagini emerge che Mohamed Lahouaiej Bouhlel non sia il solo protagonista di questa vicenda

“Manda più armi”: a tre giorni dal massacro del 14 luglio rivendicato dall’Isis, il telefono cellulare di Mohamed Lahouaiej Bouhlel – l’autista killer che con il suo camion da 19 tonnellate ha falciato a morte almeno 84 persone sul lungomare di Nizza – si rivela una fucina di informazioni per gli inquirenti della procura antiterrorismo.

Dagli sms inviati poco prima dell’eccidio sulla Promenade des Anglais emerge che il tunisino di 31 anni residente in Francia non stesse agendo da ‘lupo solitario’ ma potesse invece disporre di una retrovia logistica se non di una vera e propria ‘rete’ jihadista.

Alcuni quotidiani inglesi, tra cui l’Independent, riferiscono di un ‘tesoro’ da 100mila euro da lui inviato ai familiari in Tunisia nei giorni prima della strage. Il 12 e 13 luglio, il mostro di Nizza ha inoltre effettuato i necessari sopralluoghi con il tir della morte sulla Promenade più famosa di Francia. Una notizia che ha trovato conferma grazie alle immagini della fitta rete di videosorveglianza presente in città.  Ma perchè, visto che la strada è conosciutissima e dritta? Mohamed percorre quella strada perché, forse, esiste un piano diverso da quello semplice e brutale messo in atto.

“Manda più armi, portane 5 a C.”, ha scritto alle 22.27 del 14 luglio, diciotto minuti prima di passare all’azione, nell’sms inviato a uno dei sette sospetti fermati dalla polizia. Ieri erano stati interrogati l’ex moglie dell’attentatore (liberata ieri, il suo avvocato, Jean-Yves Garino, parla di una donna “distrutta”) e altre quattro persone vicine a lui mentre questa mattina è stata fermata una coppia di albanesi, un uomo e una donna, sospettati di aver fornito le armi a Bouhlel attraverso un intermediario arrestato anch’essoTra l’altro, sarebbe proprio quest’ultimo il destinatario del messaggino inviato dal terrorista. Fermato nel pomeriggio un altro individuo di 37 anni considerato vicino al killer.    

Inoltre c’è la bici. Quel 14 luglio Mohamed per raggiungere il Tir con cui percorrerà dopo le 22.30 i 2 chilometri della Promenade usa una bicicletta che, poi carica diligentemente nel camion. Come se dovesse servirgli. Forse per una fuga. Insomma più si va avanti con le indagini, più la storia del lupo solitario si fa traballante e i nodi che non tornano di questa storia si moltiplicano.

Nel frattempo scende il numero degli italiani dispersi che era di circa 20 persone: alcuni italiani sono infatti stati rintracciati, tre sono ricoverati in condizioni gravi. Il riconoscimento delle vittime, di tutte le vittime, invece, prosegue lentamente: al momento sono 35 le persone identificate, delle 84 che hanno perso la vita a Nizza, anche se la procura non ha dato informazioni sulle nazionalità.

Le identificazioni delle salme si basano su esami e test, come quello del Dna; una procedura lenta, ma molto precisa, necessaria soprattutto perché molti corpi sono irriconoscibili visivamente.

 

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