La storia di Dario, che perde il lavoro per una maglietta Pd

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La mia famiglia mi ha fatto conoscere la grandezza della comunità del Partito democratico attraverso le feste e in particolare quella di FestaReggio, dove da anni faccio lì il volontario

Dario Scognamiglio vive a Reggio Emilia, ha 17 anni è alto un metro e novanta, studente del terzo anno di meccatronica, promosso in quarta. Questa estate ha deciso di lavorare in un’azienda metalmeccanica. Il suo datore di lavoro gli ha dato due magliette a mo di divisa specificando al ragazzo “puoi mettere quello che vuoi per lavorare”. Otto ore di lavoro in piedi per quattro settimane come addetto alle macchine.

Finché una mattina Dario ha pescato dal cassetto la maglia di FestaReggio del Pd e l’ha indossata. Né per propaganda, né per provocazione. Ma solo con la leggerezza di chi al mattino presto si alza per andare a lavoro e ha fretta di uscire di casa. “Il titolare dell’azienda non l’ha presa molto bene però- confessa il ragazzo – alla vista della mia maglietta non ha esitato a mostrarmi il suo disappunto dicendomi che su di me aveva qualche sospetto”.

“Sospetto ho pensato io e di cosa? Così sono andato a chiederglielo di persona in pausa pranzo perché davvero non immaginavo a cosa potesse riferirsi. Ho scoperto così che l’oggetto del suo disappunto era per davvero quella maglietta che portavo. Avrebbe potuto chiedermi di non indossarla più e io avrei anche potuto capirlo. Ma per lui quella è diventata un’occasione per insultare la mia provenienza politica, la mia storia, i miei valori e quelli della mia famiglia. Mi sono sentito davvero offeso. Specie quando ha iniziato a dirmi che tutti quelli di sinistra sono dei buffoni che pensano solo a chiacchierare. Ecco credo sia necessario portare il giusto rispetto per le scelte di ognuno, anche se non si condividono. Questa si chiama democrazia, sono cresciuto nei valori dell’antifascismo e ne vado fiero. E così gli ho detto che per me non c’erano più le condizioni per restare in quella fabbrica”.

Dario è convinto della sua scelta e vuole andare fino in fondo. Il datore di lavoro gli ha sottolineato che non è stato lui a licenziarlo ma che è stato il giovane a voler andare via. “ho raccontato tutto all’agenzia interinale che mi ha chiesto allora di licenziarmi. Ma io non voglio farlo. Io non avrei mai lasciato quel lavoro se non fossi stato offeso”.

“Sono ancora giovane e non faccio vita di partito, ma la mia famiglia mi ha fatto conoscere la grandezza della comunità del Partito democratico attraverso le feste e in particolare quella di FestaReggio, dove da anni faccio lì il volontario. Ci sono tanti ragazzi come me e sono tutti molto disponibili. Quando sento dire che le feste e la sinistra non esistono più penso solo che ci sia qualcuno che tenta di arrampicarsi sugli specchi”. “Ma quando dicono che il Pd non è un partito di sinistra?” “io mi sento rappresentato a sinistra dal Pd e devo dire che mi ha molto colpito la storia del lido di Chioggia con le statue di Mussolini. Mi sembra che solo il Pd abbia posto il tema. I nostri valori sono più importanti che mai anche oggi. Non sono storia passata come ho sentito dire in questi giorni”.

*Il ragazzo in foto non è Dario Scognamiglio, ma uno dei tanti volontari grazie a cui FestaReggio si svolge ogni anno

(Tratto dall’edizione odierna di Democratica)

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