La squadra giovane del Pd per far vincere Giachetti

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A Roma otto segretari di sezione per coordinare la campagna elettorale. Il candidato del centrosinistra: «Basta polemiche, siamo la buona politica»

«Andiamo a vincere queste elezioni». Matteo Orfini, il commissario del Pd romano, ha scelto Facebook per presentare la squadra con la quale giocare la difficile partita nella capitale. Ha postato anche la foto degli otto giovani dem che dovranno far muovere il partito, convincere militanti ed elettori che Mafia capitale è un capitolo chiuso, che la legalità è la bandiera del centrosinistra, che si può ritornare in Campidoglio. Tutti sotto i quarant’anni, quattro donne e quattro uomini, segretari di circolo scelti per competenze e passione e non con il bilancino di correnti e capibastone. Gli amanti dei «caminetti» dentro il partito, ha scritto Orfini nel suo post – se ne dovranno fare una ragione. «In questi mesi di commissariamento ciclicamente qualcuno mi chiedeva di costituire un organismo di saggi che mi affiancasse. Ho sempre ritenuto questa richiesta irricevibile, considerandola semplicemente come un tentativo più o meno consapevole di reinsediare il tavolo di quelle correnti che il partito romano lo hanno distrutto», ha spiegato il commissario mandato a Roma da Renzi per ricominciare. «Oggi che la campagna elettorale sta per entrare nel vivo ho ripensato a quei suggerimenti e ho chiesto a otto segretari di sezione di fare uno sforzo in più e coordinare la nostra campagna elettorale».

Orfini lo sa che il Pd romano ha bisogno dell’aiuto di tutti, dei grandi nomi, degli eletti, dei dirigenti, dei militanti, se vuole vincere ancora. E sa che dopo il voto, in autunno, al congresso, dovrà passare il testimone. Non c’è terra bruciata nella capitale, le forze dem ci sono, mette nero su bianco sulla rete. «Se dopo un anno complicatissimo siamo perfettamente in partita il merito è soprattutto di chi si è caricato il partito sulle spalle quando era più difficile farlo, di chi ha continuato a metterci la faccia quando tutti si nascondevano, di chi ha ricostruito la credibilità del Pd romano, di quei militanti che hanno accettato di lavorare per ricostruire un partito scosso da Mafia capitale e lo hanno fatto aprendolo sempre di più alle tante esperienze civiche cresciute in questi anni». Avrà il loro volto per Orfini, che ieri al Nazareno ha riunito tutti i segretari dei circoli, il nuovo Pd, quello rigenerato, aperto, credibile. A cominciare dagli otto, Letizia Gallacci, Sabrina Giuseppetti, Federica Assanti, Caterina Rijillo, Federico Gaeta, Enrico Sabri, Stefano Cavini, Fabio Salamida, che dovranno lavorare insieme con altri quindici, uno per Municipio, per arrivare alla meta. «Diciamo che il tratto che ci distingue – spiega Fabio Salamida che per la campagna elettorale ha lavorato con Morassut, lo sfidante di Giachetti – è che siamo gente libera, ciascuno con la sua storia, con le sue diverse esperienze, tutti non allineati. Ciascuno di noi porterà le proprie competenze».

C’è da ricominciare dalla città. «Quello che vogliono sentire i romani è cosa farà il futuro sindaco per risolvere i problemi di Roma – dice Salamida – dal traffico alle periferie. Il Pd fuò farcela, ma si deve ripartire da qui. Fino ad ora la campagna elettorale è stata troppo dominata da volti e sondaggi mettendo in secondo piano i problemi della capitale».

Il programma dovrà essere aperto a sinistra, la lista dovrà avere nomi forti, come quelli che continuano a girare, Fabrizio Barca e Massimo Bray. E bisognerà lavorare per far conoscere di più Roberto Giachetti, il renziano che ha vinto le primarie. Il candidato «dal profilo civico», che può essere vincente. Ieri Giachetti ha stretto la mano ai suoi sfidanti Virginia Raggi e Stefano Fassina arrivati come lui ad ascoltare le proposte dell’associazione «21 luglio» che ha presentato un piano per superare in cinque anni le baraccopoli romane e realizzare il sogno di chi, come Florin, ha benedetto il giorno in cui gli hanno dato una casa vera e ha smesso di vivere nell’inferno di un campo rom. «Prima di parlare voglio studiare – ha detto il candidato sindaco del centro-sinistra – una visione come quella dell’associazine 21 luglio, anche diversa rispetto a quella che c’è stata negli anni scorso, va approfondita. Qualcosa nel mio programma di queste idee ci sarà». La corsa è partita. Giachetti ieri ha chiesto al Pd romano di chiudere le polemiche interne: «Riusciremo a vincere anche al ballottaggio – ha detto nell’incontro al Nazareno con i segretari di circolo – ci sono tutte le condizioni di rappresentare la buona politica, non guardando dallo specchietto retrovisore ma al futuro».

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