La Spagna verso una nuova impasse? Se si votasse oggi non cambierebbe nulla

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Risultati più o meno simili rispetto alle elezioni del 20 dicembre: secondo i sodaggi il Pp si confermerebbe primo partito, ma non avrebbe comunque la maggioranza per formare un governo

La conferma è arrivata ieri dal leader del Psoe Pedro Sánchez, incaricato di formare un governo di coalizione e dal re Filippo VI, e poi confermata dallo stesso monarca spagnolo: si torna alle urne. Per la prima volta nella storia del Paese, gli spagnoli torneranno a votare tra due mesi, il 26 giugno, ma il risultato potrebbe essere di nuovo incerto e la Spagna rischierebbe così una nuova impasse politica.

Secondo la rilevazione di Metroscopia se in Spagna si tornasse a votare oggi, i risultati non sarebbero molto diversi dalle elezioni del 20 dicembre. Il Partido popular guidato da Mariano Rajoy, nonostante i numerosi problemi di corruzione che stanno venendo a galla, rimarrebbe secondo i sondaggi, il primo partito del Paese con il 29% dei voti (alle scorse elezioni aveva raggiunto il 28,7%, ma aveva perso il 15% dei voti rispetto alle politiche di quattro anni prima).

Una potenziale (e possibile) coalizione tra Podemos e Izquierda Unida, invece, porterebbe a un 20,8%, superando così il Psoe e diventando così la seconda forza politica della Spagna, mentre il partito di Pedro Sánchez perderebbe ulteriori consensi, scendendo dal 22% del 22 dicembre al 20,1% previsto dai sondaggi pubblicati lo scorso 7 aprile.

A guadagnare terreno sembrerebbe essere Ciudadanos che dal 13,9% delle passate consultazioni, arriverebbe al 17,7% se si andasse alle urne oggi: il partito di Albert Rivera rimarrebbe comunque il quarto partito spagnolo.

In ogni caso, con questi risultati il Pp non arriverebbe comunque alla maggioranza assoluta in Parlamento e quindi si ripeterebbe di nuovo lo scenario delle elezioni di dicembre. “Nonostante tutto – si legge nell’editoriale del quotidiano spagnolo El País bisogna evitare che la crisi e lo scoramento si impossessino del Paese: questo obbliga tutti i partiti ad agire in maniera responsabile prima e dopo il 26 giugno”.

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