La Spagna spaccata torna al voto. Ecco una breve guida

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Come, quando e chi si vota? Quali sono i sondaggi? Ecco una breve guida sulle elezioni in Spagna

La Spagna torna alle urne per le elezioni anticipate, dopo il voto del 20 dicembre scorso in seguito al quale nessuno dei partiti in lizza ha ottenuto la maggioranza valida per formare l’esecutivo né è stato in grado di creare una coalizione di governo. Si tratta delle 12esime elezioni generali dalla caduta del regime e dall’approvazione della Costituzione. I precedenti voti si sono tenuti negli anni 1979, 1982, 1986, 1989, 1993, 1996, 2000, 2004, 2008, 2011 e 2015. Ecco una guida su tutto quello che c’è da sapere.

Cosa si vota
Il voto serve a scegliere i rappresentati del Senato e del Congresso dei deputati e, di conseguenza, il futuro governo guidato da un primo ministro. Al Congresso si voterà per eleggere 350 deputati (a fronte di 545 candidature presentate), al Senato saranno eletti 208 senatori (a fronte di 582 candidature), a cui si aggiungono i 58 senatori designati dalle 17 assemblee delle Comunità autonome.

Quando si vota
Le urne saranno aperte nella sola giornata di oggi, domenica 26 giugno, dalle 9 alle 20.

Chi vota
A esprimere la propria preferenza sono chiamati 36.518.100 elettori (di cui 1.920.256 residenti all’estero), di cui 197.245 nuovi rispetto al voto di dicembre scorso.

I candidati
Sono quattro i candidati all’incarico di premier che guidano i rispettivi partiti o coalizioni. Il premier uscente Mariano Rajoy, 61 anni, alla guida del Partido popular (eletto nel 2011 e in pectore dopo l’ultimo voto che non ha portato alla formazione del nuovo esecutivo); il segretario del Psoe, il Partito socialista operaio spagnolo, Pedro Sanchez, 44 anni; Pablo Iglesias, 37 anni, leader di Podemos che in occasione delle elezioni ha stipulato un’alleanza con il partito di estrema sinistra Izquierda Unida battezzata per l’occasione ‘Unidos Podemos'; Albert Rivera Diaz, 36 anni, leader dell’altro partito anti-sistema, ma di stampo centrista, Ciudadanos.

La formazione del governo
Sarà incaricato di formare il governo il partito che ha ottenuto la maggioranza di voti. Impossibile, stando ai sondaggi, che uno dei partiti in lizza conquisti i 176 seggi necessari al Congresso per governare da solo. La partita si giocherà dunque sulle alleanze, con l’ipotesi che, se non riuscirà a trovare una soluzione il Pp (primo partito nei sondaggi), potrebbe toccare a Podemos, dato in sorpasso storico sul Psoe.

I sondaggi
A mezzanotte del 21 giugno è scattato lo stop alla pubblicazione di nuovi sondaggi. Secondo l’aggregatore del quotidiano El Mundo, le ultime stime davano su base nazionale il Pp al 29,5%, Unidos Podemos al 24,7%, il Psoe al 21% e Ciudadanos al 14,7%.

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