La Russia chiude i rubinetti del gas. “Seri rischi” per l’Europa

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L’annuncio del gruppo Gazprom: interrotta fornitura all’Ucraina. Alla base della decisione il mancato pagamento da parte di Kiev

Al centro di un braccio di ferro militare con la Turchia, sotto le pressioni di Usa e Francia per l’appoggio ad Assad in Siria, impegnata in prima linea nei bombardamenti nel cielo di Damasco, la Russia è finita ancora sotto i riflettori del mondo per una decisione economica che potrebbe avere conseguenze molto gravi.

Mercoledì 25 novembre Mosca ha interrotto le forniture di gas all’Ucraina, a causa della mancanza del nuovo pagamento da parte di Kiev. Lo ha reso noto il gruppo Gazprom. Si tratta di una mossa prevista dopo l’annuncio da parte dell’azienda del gas ucraina Naftogaz di non avere per il momento più bisogno di gas russo, alla luce dello stock accumulato. La decisione, osserva però Alexei Miller, presidente del comitato di gestione del colosso russo, potrebbe creare “seri rischi” di interruzione delle forniture di gas verso l’Europa.

L’ennesimo episodio della disputa del gas tra Mosca e Kiev si inserisce nelle rinnovate tensioni di questi giorni sul sabotaggio di linee elettriche che ha lasciato al buio la penisola di Crimea annessa alla Russia nel marzo 2014. Dopo un’altra interruzione durante l’estate, le forniture di gas russo verso l’Ucraina avevano ripreso il 12 ottobre con un accordo in base al quale Kiev avrebbe pagato in anticipo i volumi richiesti.

Gazprom, di fronte al mancato pagamento, ha interrotto le forniture ed ha lanciato l’allarme di riserve “insufficienti” sul territorio dell’Ucraina per garantire il transito di gas russo verso l’Europa.

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