La road map per abolire il reato di clandestinità

Immigrazione
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Oltre 700 migranti sono stati soccorsi in diverse operazioni nel Canale di Sicilia dalla neve Bourbon Argos di Medici senza Frontiere. A bordo ci sono inoltre circa 30 bambini e 150 donne, molte delle quali incinte. La maggior parte dei profughi sono famiglie di origine siriana con diversi bambini.
ANSA/FRANCESCO ZIZOLA-MEDICI SENZA FRONTIERE

Dalla legge delega al decreto che il governo dovrà varare: così la legge del governo Berlusconi sarà superata

Il reato di clandestinità, una delle misure più spinose del governo Berlusconi in materia di migranti, sta per essere rottamato. La settimana prossima dovrebbe infatti riunirsi il Consiglio dei ministri per procedere con la depenalizzazione di quella misura tanto contestata (non solo in Italia) per il fatto di punire uno status anziché un comportamento.

La cancellazione da parte del governo arriverà tramite un decreto legislativo fortemente voluto dal Guardasigilli Andrea Orlando che dovrebbe sostanziarsi in pochi articoli (una dozzina in tutto) prevedendo, tra questi, “l’abrogazione” dell’articolo 10bis del testo unico sull’immigrazione, poi modificato dagli allora ministri Maroni ed Alfano nel 2009.

Da quando è in vigore, il reato di clandestinità non è servito da deterrente visto che i flussi migratori verso l’Italia sono continuati costantemente anche dopo l’approvazione della legge. La critica maggiore che viene fatta al provvedimento è quella di rendere le indagini e le espulsioni molto più lunghe e complesse favorendo l’ingresso dei clandestini anziché favorirlo.

Come si è arrivati alla depenalizzazione
Il decreto legislativo è stato già approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri nella riunione del 13 novembre scorso: si tratta di un decreto in attuazione di una legge delega, che per questo è stato trasmesso alle commissioni parlamentari competenti per il relativo parere.  Il mese successivo, lo scorso 13 dicembre, il governo decise di non inserire tra i reati depenalizzati quello di immigrazioni clandestina e il guardasigilli, Andrea Orlando, in conferenza stampa a palazzo Chigi, spiegò che, sulla questione, sarebbe stata importante la discussione nelle commissioni parlamentari.

E così, poco prima di Natale, dal Parlamento è arrivato l’ok alla depenalizzazione della clandestinità. Ecco per questo che è stata ricompresa nel testo che arriverà al vaglio del prossimo Consiglio dei ministri per il varo definitivo. L’abrogazione del reato di immigrazione clandestina arriva dunque dopo una discussione parlamentare e il sì delle Camere, che vincola quindi in tal senso il governo.

Cos’è il reato di clandestinità
Attualmente, il reato istituito nel 2009 dal governo Berlusconi prevede un’ammenda da 5 a 10mila euro per quegli immigrati che fanno ingresso nel nostro paese in maniera non regolare. È bene chiarire che nonostante la sua abolizione, il provvedimento di espulsione deciso dal prefetto resterà in casi di violazioni di legge, quando i soggetti sono riconosciuti socialmente pericolosi o per reati collegati al terrorismo.

La posizione di Bruxelles
Il reato di clandestinità, che punisce uno status anziché un comportamento, è in contrasto con l’ordinamento comunitario. La Corte di Giustizia europea – l’organismo comunitario chiamato a vigilare sull’uniformità degli ordinamenti giudiziari dei Paesi membri –  ha affermato infatti che la pena detentiva prevista dalla normativa italiana è in contrasto con la Direttiva europea sui rimpatri dei clandestini e con il rispetto dei loro diritti fondamentali.

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