La rivoluzione degli asili nido? Parte dall’Emilia-Romagna

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Maggiore flessibilità nei servizi a favore delle famiglie e obbligo di vaccini per l’iscrizione dei bambini: tutte le novità della proposta di legge che lunedì arriva in Giunta

Arriva in Emilia-Romagna la riforma degli asili nido: il progetto di legge, che arriverà in Giunta lunedì, prevede da una parte una maggiore flessibilità organizzativa dei servizi e, dall’altra, l’introduzione della obbligatorietà delle vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B per l’iscrizione dei bambini da 0 a 3 anni di età. Una rivoluzione che potrebbe approdare presto anche in altre regioni italiane come Toscana e Marche, che hanno già mostrato interesse verso la proposta di legge.

Dopo un lungo iter durante il quale sono state fatte le dovute valutazioni giuridiche, il testo è pronto a essere discusso da lunedì. “Nell’introdurre l’obbligatorietà dei vaccini non vogliamo essere dirigisti, agiamo perché abbiamo a cuore la salute dei nostri bambini – ha spiegato il governatore Stafano Bonaccini – a partire dai più deboli e dai più fragili” come “i bambimi immunodepressi, affetti da gravi patologie, malati di tumore: vaccinando tutti proteggiamo anche loro”.

“I vaccini sono la tecnologia sanitaria più sicura che l’uomo abbia mai inventato – ha aggiunto l’assessore alle politiche per la salute Sergio Venturi -. È importante che la copertura vaccinale torni ad essere superiore al 95%, è il segnale che non ci saranno nuovi malati. Sia chiaro, non vogliamo mettere in difficoltà nessuno, né i servizi né tantomeno i genitori: ci sarà tempo tutto l’anno prossimo per adeguarsi. Sono sicuro che questa sia una battaglia di civiltà e che altre Regioni seguiranno il nostro esempio”.

“L’Emilia-Romagna è la terra degli asili nido e questo continuerà ad essere anche se – ha detto la vicepresidente della Regione e assessore al welfare Elisabetta Gualmini – occorre avere il coraggio di adeguarsi al mondo che cambia e alle esigenze molto differenziate dei giovani genitori, tenendo in considerazione anche la sostenibilità del sistema. Il progetto di legge regionale si orienta verso una maggiore flessibilità nel funzionamento dei nidi e dei servizi educativi integrativi, proponendo un modello organizzativo del tipo ‘hub and spoke’: al centro il nido classico, full time o part time, con orario tradizionale, e intorno una rete di servizi più flessibili (sperimentali, domiciliari, integrativi, spazi genitori-bambini) con orari più elastici”.

Cosa prevede la proposta di legge

L’obiettivo della proposta, come spiegato in conferenza stampa, è quello della flessibilità dei servizi per andare alle esigenze delle famiglie che devono poter conciliare il lavoro con la vita privata. Al nido con orario tradizionale si affiancheranno quindi altri servizi con orari più elastici (sperimentali, domiciliari, intergrativi, spazi genitori-bambini).

La riforma istituisce anche un sistema di accreditamento per i servizi educativi – si legge sul sito della Regione -: chi vorrà ricevere finanziamenti pubblici  potrà contare su un percorso più snello, assai diverso da quello vigente nel sistema socio-sanitario. Alle strutture che vogliono accreditarsi sarà infatti richiesto soltanto il progetto pedagogico,  la presenza di un coordinatore pedagogico  di riferimento e uno strumento di autovalutazione della propria attività.

Poi c’è la questione, importantissima, della tutela della salute dei bambini. Negli ultimi anni in Emilia-Romagna si è assistito a una graduale diminuzione delle vaccinazioni, scese dal 95,7% al 93,4% tra il 2013 e il 2015, con alcune aree, come quella del riminese, dove le coperture sono al di sotto del 90% (87,5% nel 2015), mentre la percentuale di vaccinati che garantisce la miglior protezione a tutta la popolazione deve attestarsi al di sopra del 95%. Questo abbassamento delle coperture vaccinali ha prodotto nell’ultimo periodo anche delle piccole epidemie in alcune zone dell’Emilia-Romagna. Per tutti questi motivi, attraverso la proposta di legge, la Regione vuole introdurre il rispetto degli obblighi vaccinali per difterite, tetano, poliomielite ed epatite B per i bambini che devono essere iscritti al nido.

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