La ritorsione di Marino: in campo per il No al referendum

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Resigned Rome's Mayor Ignazio Marino leaves his house, Rome, Italy, 29 october 2015,  ANSA/MASSIMO PERCOSSI

L’ex sindaco di Roma punta ancora il dito contro Renzi

Il giorno dopo l’assoluzione per la vicenda scontrini, Ignazio Marino è un fiume in piena. “Ho inviti in oltre 20 città italiane. Dirò quel che penso sulla riforma: che il Senato va totalmente abolito e che la revisione non è stata studiata e votata come avevano fatto all’assemblea costituente”. E’ quanto annuncia alla Stampa l’ex sindaco di Roma.

Il dito è puntato contro il presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi che, secondo Marino, “dovrebbe guardare allo specchio e capire se ha la statura di statista e farsi un esame di coscienza”.

Si candiderà alla segreteria del Pd Marino? “Io non sono proprio, di indole, un capopartito. Non lo sarò mai – afferma a Repubblica -. Posso produrre idee e studiare”. Guardando al passato spiega che “forse non mi sarei dovuto dimettere. Ma è vero che io subivo un’enorme pressione. Non solo io, ma anche la mia famiglia. Mi arrivarono due buste con dei proiettili, in una c’erano le cartucce di una P38 special con questo messaggio: ‘I prossimi proiettili serviranno per bucare te, tua moglie e tua figlia. E sappiamo dove vive tua figlia’. Poi, certo, ci fu l’assedio politico e l’aggressione mediatica…”.

Quanto alla Raggi “mi aspetto che la sindaca si impegni con la stessa determinazione con cui io ho trovato 13 milioni di euro di finanziamenti, grazie ai quali lei ha potuto inaugurare con la fascia tricolore la scalinata di piazza di Spagna restaurata” sottolinea Marino.

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