La riscossa del ‘partito delle primarie’ parte da Milano?

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La discussione sul futuro delle primarie è aperta. I milanesi compatti: “Qui le faremo”. E ReteDem fa quadrato: “Non si toccano”

Se ci saranno le primarie per scegliere il candidato sindaco di Milano lo decideranno i milanesi“. Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini risponde così a chi gli domanda le modalità con le quali il Pd e il centrosinistra intenderanno affrontare la successione di Giuliano Pisapia. I milanesi, dal canto loro, sembrano aver già deciso, almeno a giudicare dalle dichiarazioni di quelli che potrebbero essere alcuni dei futuri sfidanti nella corsa a Palazzo Marino.

“Matteo Renzi – spiega Emanuele Fiano – ha detto di pensare all’Italia e non a noi stessi. Sono decisamente d’accordo: dobbiamo pensare alla nostra città e non guardare al nostro ombelico. Le primarie sono lo strumento perfetto per aprirci alla città e vincere le prossime elezioni”. Sulla stessa linea l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, secondo cui “le primarie si faranno perché non sono una scorciatoia“. A chi gli fa notare che il segretario regionale del partito Alessandro Alfieri ha una posizione un po’ più prudente, risponde in maniera esplicita: “Lui è di Varese, non di Milano”.

Il dibattito sulle primarie milanesi arriva a poche settimane dalla recente presa di posizione di Matteo Renzi che, dopo le recenti regionali, aveva parlato di “strumento che in alcune realtà non aveva funzionato“, non escludendone un superamento. Il prossimo anno andranno al voto anche altre grandi città tra cui Torino, Bologna (dove salvo sorprese verranno riconfermate le candidature dei sindaci uscenti) Napoli e Cagliari. Il tema è sicuramente centrale.

Dietro il dibattito sulle primarie, ci sono diverse idee di partito. Chi nel Pd spinge per il ritorno ad un campo largo del centrosinistra, sta facendo quadrato intorno allo strumento di selezione dal basso delle candidature. Gianni Cuperlo ha sottolineato la bontà dell’esperienza milanese, ma sono soprattutto gli ex civatiani di ReteDem a intestarsi la battaglia. Ne hanno parlato, tra gli altri, il campano Marco Sarracino (“mi permetto di suggerire un unico metodo di selezione della classe dirigente: le primarie”) e l’europarlamentare Daniele Viotti (“il Pd è il partito delle primarie”).

La prossima Assemblea nazionale del Pd, che verrà convocata entro fine anno, sarà chiamata ad esprimersi sulla forma partito e la questione primarie sarà cruciale per immaginare quale sarà il Pd del futuro, a partire dalle regole e del campo da gioco.

 

(Foto Ansa)

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