La rinascita del vinile: le cover di cinque LP che hanno fatto la storia

Musica
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Moda, voglia di passato, passione per il suono “caldo” dei giradischi; per tutti questi motivi e molti altri, oggi il vinile è tornato a dire la sua nell’industria discografica. Ne abbiamo scelti 5 fondamentali per musica e copertina

Dato per morto parecchio tempo fa, il disco in vinile ha riconquistato negli ultimi anni una sua fetta di mercato. Nel mondo digitale, dominato dall’ascolto mordi e fuggi e dalla freddezza dei file musicali compressi, c’è ancora spazio per ascoltare un disco come si faceva una volta; e, perché no, per apprezzarne la copertina.

Felici della rinascita di un formato al quale i musicofili sono particolarmente affezionati, abbiamo scelto cinque 33 giri che per importanza storica e iconicità della loro cover art hanno fatto la storia dei vinili.

Schermata 03-2457830 alle 17.12.39Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club BandThe Beatles

 Un disco che è un punto d’arrivo per la “popular music” e il punto di partenza dal quale si sono mosse miriadi di band, prendendo spunto dal suono e dall’inventiva delle sue canzoni. All’epoca i Beatles sembravano essere depositari di una sorta di potere messianico, una capacità di prevedere e addirittura indirizzare la realtà: ascoltando Sgt. Pepper’s nel 1968 si aveva la sensazione di aprire uno squarcio sul futuro dell’umanità e sul senso ultimo delle cose.

La copertina di Sgt. Pepper’s, realizzata su suggerimento di Paul McCartney da Jann Haworth e da Peter Blake e vincitrice del Grammy per la miglior copertina del 1968, è un capolavoro della pop art. Nel collage da cui essa è formata, i Beatles mettono insieme 66 personaggi simbolo, con l’idea di radunare il pubblico davanti al quale avrebbero voluto esibirsi: da Albert Einstein a Karl Marx, passando per Edgar Ala Poe e Marlon Brando.

 

 

 Schermata 03-2457830 alle 17.12.47Blonde on BlondeBob Dylan

Un doppio disco che è un vero e proprio spartiacque nella storia della musica, che eleva definitivamente il rock a forma d’arte facendogli superare le connotazioni di fenomeno underground, o di puro intrattenimento, che fino a quel momento aveva incarnato.

La copertina di “Blonde on Blonde”, settimo album di Bob Dylan, è ormai un’immagine iconica del rock: anche perché la foto, scattata da Jerry Schatzberg è visibilmente mossa e fuori fuoco. In una recente intervista, il fotografo ha spiegato che non si trattò di una scelta intenzionale, ma fu un incidente dettato dalla fretta: infatti sia lui che Dylan stavano morendo di freddo durante la sessione fotografica che ebbe luogo a New York, nel gelo di febbraio. Originariamente, all’interno copertina Dylan scelse di pubblicare una foto di Claudia Cardinale. Nel 1968, la Columbia la modificò, rimuovendo la fotografia dell’attrice che era stata inserita senza il suo permesso.

 

 

 

 

Schermata 03-2457830 alle 17.12.54Velvet Underground and NicoVelvet Underground

Il disco che racconta dell’inferno metropolitano e dei suoi bassifondi, delle perversioni e della decadenza dell’uomo moderno. “Lou Reed ha preparato il mondo e il terreno che noi abbiamo popolato con i nostri personaggi”, ebbe a dire una volta David Bowie; e davvero il primo album dei Velevt Undergroud è un capolavoro in totale rottura con il passato, talmente avanti da non essere nemmeno pienamente compreso all’epoca della sua uscita.

Disegnata da Andy Warhol, la copertina è leggendaria. Le prime copie del disco avevano la possibilità di “grattare” la superficie gialla, che nascondeva una banana rosa shocking inserita appositamente perché richiamasse maliziosamente il membro maschile. Inoltre, apparivano su un adesivo anche le parole “peel slowly and see”, sbucciare lentamente e vedere, proprio al fine di potenziare questo doppio senso.

 

 

 

 

Schermata 03-2457830 alle 17.13.13The Dark Side of the MoonPink Floyd

Il prisma tanto famoso della copertina dell’album “rappresenta sia la diversità sia la pulizia del suono della musica”, ha detto in proposito il designer dell’immagine Storm Thorgerson.

Per la cover del disco vennero presentati sette disegni, ma i quattro membri dei Pink Floyd scelsero immediatamente quello del prisma. Il fascio di luce nell’immagine ha sei colori e divide la confezione orizzontalmente in due parti: in quella inferiore compaiono i testi delle canzoni mentre in quella superiore vi è l’elenco delle tracce e i crediti; la linea verde, secondo un’idea di Roger Waters, si muove come un elettrocardiogramma. Le linee proseguono anche sul retro della copertina dove si inseriscono all’interno di un altro prisma rovesciato, voluto da Thorgerson per facilitare la disposizione del disco nei negozi.

 

 

 

Schermata 03-2457830 alle 17.13.03Kind of BlueMiles Davis

Pubblicato nel ’59 e considerato uno dei dischi jazz più importanti e compiuti, è famoso anche per essere tra quelli che hanno venduto di più. Anche in questo caso Miles Davis non si limita a scrivere un album straordinario ma inventa un nuovo linguaggio; è infatti riconducibile a Kind of Blue la prima espressione davvero compiuta di quello che viene chiamato jazz modale, sostanziale reazione alle strutture sovraccariche di accordi e ritmicamente compulsive dei generi precedenti, ai quali viene contrapposta la ricerca di un mood più disteso e scorrevole.

La foto presente sull’album “Kind of Blue” di Miles Davis, non era stata pensata appositamente per la copertina, ma fu scattata dal fotografo Jay Maisel durante un live di alcuni anni prima della registrazione di questo leggendario disco. Storiche le note di copertina di Bill Evans. che ci aiutano fra l’altro a comprendere come i brani furono strutturati e concepiti.

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