La riforma della Rai in 6 punti

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Quarantaquattro tra funzionari e dirigenti di Rai, società del gruppo Mediaset, La7 e Infront sono indagati a Roma nell'ambito di un'inchiesta sull'affidamento di lavori e servizi in cambio di utilità come soldi e assunzioni. La Guardia di Finanza sta eseguendo 60 perquisizioni, Roma, 17 Giugno 2015. ANSA/ FABIO CAMPANA

Nuova governance, più trasparenza, riassetto dei servizi audiovisivi e radiofonici, ecco cosa prevede la riforma della Rai

La Camera approva la riforma della Rai. Il testo ora tornerà a palazzo Madama per la terza ed ultima lettura; l’approvazione definitiva è prevista per metà novembre. Ecco una sintesi di cosa prevede la legge:

Governance. La riforma introduce la figura dell’amministratore delegato – che sostituisce quella del direttore generale – e riduce il numero dei membri del Consiglio di amministrazione, oltre a modificare la loro modalità di designazione. Viene previsto, inoltre, che la Rai adegui il proprio statuto entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

Piano per la trasparenza. Gli stipendi dei dirigenti Rai saranno resi pubblici, come ha confermato il sottosegretario alle telecomunicazioni Antonello Giacomelli. Ci sarà una nuova modalità di comunicazione aziendale: rendere conoscibili agli utenti le informazioni sull’attività del CdA, pubblicare sul sito internet della Rai, fra l’altro, i curricula e i compensi lordi percepiti dai componenti degli organi di amministrazione e controllo e dai dirigenti, compresi quelli non dipendenti della Rai.

Commissione parlamentare di vigilanza. Non spetterà alla Commissione di vigilanza individuare la maggior parte dei membri del Cda. La Commissione continuerà comunque ad avere le funzioni di indirizzo generale e di vigilanza del servizio pubblico. Ogni 6 mesi, inoltre, il Consiglio di amministrazione dovrà riferire  alla Commissione sulle attività della concessionaria consegnando l’elenco degli ospiti partecipanti alle trasmissioni.

Contratti di servizio. C’è poi la modifica la procedura di definizione del contratto nazionale di servizio tra il Ministero dello sviluppo economico e la Rai. In particolare, dispone sia stipulato previa delibera del Consiglio dei ministri. Inoltre, c’è la modifica del rinnovo di tutti i contratti di servizio che (da triennali) diventano quinquennali.

Attività gestionale. Inoltre, l’amministratore delegato e i componenti degli organi di amministrazione saranno soggetti alla disciplina ordinaria di responsabilità civile prevista per le società di capitali.

Nuova normativa dei servizi audiovisivi. Infine, il testo prevede una delega al Governo ad emanare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per il riassetto della normativa in materia di servizi di media audiovisivi e radiofonici, indicando i principi e criteri direttivi.

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