La ribellione di Pizzarotti messo in standby dalla Casaleggio Associati

M5S
Un momento della conferenza stampa del Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, raggiunto da un avviso di garanzia per due nomine al Teatro Regio di Parma, ed immediatamente stato sospeso dal Movimento Cinque Stelle, 13 Maggio 2016. ANSA/US/COMUNE DI PARMA

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In un’intervista a Repubblica, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti parla delle multe ai consiglieri comunali del M5S e le decisioni supervisionate dallo staff

“Non credo che sottoporre alcune decisioni a uno staff nominato dalla Casaleggio Associati vada bene. Un conto è rimettersi a un’assemblea di eletti o di iscritti, a chi lavora sul territorio e ne conosce i problemi. Un altro far decidere chi è lontano e magari come nel nostro caso prende decisioni sulla base di pettegolezzi o dicerie”. E aggiunge: “Nel momento in cui sorgono dei problemi – dice invece sugli assessori – il sindaco può già ritirare le deleghe”.

Il sindaco di Parma è stato sospeso il 13 maggio per non aver comunicato di aver ricevuto un avviso di garanzia. Da allora, aspetta ancora, ma in un’intervista a Repubblica, dice la sua sulle  multe ai consiglieri comunali del Movimento e le decisioni supervisionate dallo staff.

Sulla procedura di sospensione che lo riguarda dice: “Avevamo pensato a un termine di 30 giorni, perché è quello che abbiamo trovato nei regolamenti per le espulsioni (di sospensione proprio non si parla). Ebbene, sono passati -dice -. E mi sorprende sentire Fico dire che non c`è nessuna scadenza, perché è evidente che questa situazione paradossale in cui non si ricevono risposte e non ci sono contatti non può durare per sempre”.

Pizzarotti dice che attende ancora l’esito della sua sua sospensione dal Movimenti 5 Stelle: quel che sta venendo meno, afferma, “è il rispetto non solo per me come persona, ma per i cittadini che rappresento. E’ questo che non posso tollerare”. E ritiene che non invitarlo all’incontro con i sindaci a Roma “sia stato un gesto da immaturi, soprattutto non avvertirmi.

Mi si poteva dire che per il bene del gruppo era bene non andassi: lo avrei fatto”. “Più passa il tempo – conclude il sindaco di Parma – più continua il loro silenzio e più mi chiedo che senso abbia rimanere in un posto un posto in cui non ti vogliono”.

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