La Rai e il tabù del sesso

Televisione
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PresaDiretta parla di sesso e bulismo. La Rai lo fa slittare in seconda serata per non turbare gli spettatori

Soltanto una settimana fa, la messa in onda in prima serata sui canali Mediaset del film erotico sentimentale “50 sfumature di grigio” aveva provocato le proteste dei genitori del Moige. Ieri sera le proteste sono state addirittura prevenute perché la Rai ha deciso che di sesso si può parlare soltanto in seconda serata.

Il tema della puntata di domenica 31 gennaio di PresaDiretta trattava infatti l’argomento del bullismo e l’educazione sessuale negli adolescenti, un tema troppo scomodo per i dirigenti Rai. E così il programma Che Tempo che fa condotto da Fabio Fazio è stato prolungato fino alle ore 22.

Il motivo lo ha spiegato lo stesso conduttore parlando in studio con Luciana Littizzetto: “Stasera Presadiretta va in onda un po’ più tardi, ci hanno chiesto di prolungarci fino alle 22 perché l’argomento riguarda l’educazione sentimentale nelle scuole e hanno ritenuto che fosse più opportuno mandarlo alle dieci. Sono cose più grandi di noi, io non voglio, per carità, comunque lo guarderemo con grande interesse”.

Anche Riccardo Iacona, in apertura del suo programma, si è rivolto al pubblico per spiegare quello che era successo: “La Rai, per rispettare la fascia protetta, mi ha chiesto di posticipare un po’ più avanti il bellissimo racconto di Giulia Bosetti. E’ una decisione che non condivido perché a mio modestissimo parere questo è un reportage che andrebbe visto da tutti, genitori e figli insieme, talmente è pedagogico. E poi giudicherete voi quando lo manderemo in onda. Ma è una decisione che devo rispettare e so che avrete l’amore e la pazienza di aspettare una manciata di minuti prima di vedere questo bellissimo reportage”.

Ma quale era il tema della puntata? Davvero era necessario questo slittamento? Nel comunicato stampa diffuso dalla redazione di Presadiretta si legge che l’argomento del reportage era l’educazione sessuale e affettiva tra gli adolescenti e di bullismo: “Un viaggio tra gli adolescenti italiani e il loro rapporto con la sessualità, il sexting, il bullismo, la cattiva informazione sul sesso, le discriminazioni di genere, per scoprire se esiste in Italia il tabù del sesso”.

Una domanda che appare retorica alla luce dell’atteggiamento della Rai, che non ha fatto altro che confermare i nostri dubbi. E’ possibile che nel 2016 si debba ancora aver timore di parlare di sesso? 

Non dappertutto è così. In Europa esistono molti paesi che hanno dei modelli educativi diversi, come la Gran Bretagna, l’Olanda o la Germania.

Se solo avessimo avuto la possibilità di guardare in prima serata questo reportage lo avremmo scoperto e forse avremmo potuto imparare qualcosa da insegnare ai nostri figli.

 

 

 

 

 

 

 

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