La Raggi non la ferma nessuno… a parte i vigili

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L’incredibile scena durante un comizio elettorale. “Aò! Stanno a fa’ le multe”, urla una voce in sala. E scatta il fuggi fuggi nel silenzio imbarazzante della candidata grillina

Un urlo nel silenzio: “Aò chi ha chiamato i vigili, stanno a fa’ le multe”. Tanto basta per interrompere un dibattito pubblico della candidata sindaco di Roma, Virginia Raggi, sul grande e annoso tema dei rifiuti a Roma.

Al grido di “Vergogna!“, la sala in cui si stava tenendo l’incontro elettorale, si svuota velocemente. Un fuggi fuggi generale che fa bloccare anche la diretta su Facebook. Una scena che gli autori del sito “Roma Fa schifo“, vicino, per loro stessa ammissione, al M5S, definiscono “onestamente raccapricciante”.

In effetti a guardare il video, si rimane senza parole. Non solo per la rabbia e la preoccupazione che si percepisce nella sala, non solo per la frase di Stefano Vignaroli, deputato della Repubblica, che presentava il programma-rifiuti del MoVimento e commenta l’accaduto con una frase del tutto fuori luogo: “cioè a Piana del Sole non si vede un vigile nemmeno…” come a giustificare la rabbia dei sostenitori grillini, ma soprattutto per l’impassibilità della Raggi. La candidata infatti, oltre ad accennare un sorrisetto, non fa nient’altro. Ci saremo aspettati una presa di distanza dai commenti negativi contro i vigili se non addirittura un plauso all’azione delle forze dell’ordine: invece la Raggi non fa niente. E’ questo il modello per Roma che ha in testa la candidata grillina? Assecondare le più istintive pulsioni dei cittadini per mantenere un po’ di consenso? 

Non siamo i soli a chiedercelo, anche nella redazione di “Roma fa schifo” qualche dubbio sulla diversità “antropologica” del MoVimento comincia a venire: “Onestamente noi non abbiamo creduto ai nostri occhi. – si legge nel loro sito – Come sapete in definitiva tifiamo (nelle prossime settimane contestualizzeremo meglio il ragionamento politico) per una vittoria del Movimento 5 Stelle, ma ogni giorno arrivano indizi sempre più consistenti sul fatto che, stelle o non stelle, i militanti di questo movimento sotto sotto sempre romani sono. Esattamente identici ai romani del PD, ai romani della Meloni e ai romani di Marchini. Perché a Roma il problema non è politico, non è di legalità, non è di onestà. Sotto sotto il problema a Roma è un problema antropologico. Pressoché imbattibile. Tristezza”.

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