La protesta dell’associazione antimafia alla Vigilanza Rai: “Mai più casi Riina”

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Il conduttore di "Porta a porta", Bruno Vespa, durante il lancio della puntata dove andr?? in onda l'intervista a Salvo Riina, figlio del boss della mafia siciliana Tot?? Riina, Roma, 06 aprile 2016.
ANSA/CLAUDIO PERI

“Scorta civica”: “Il servizio pubblico non faccia più trasmissioni simili”

L’Associazione contro la mafia “Scorta civica” ha inviato oggi una lettera ai membri della commissione parlamentare di vigilanza Rai sul caso della contestata trasmissione di Bruno Vespa che ha visto come ospite il figlio di Totò Riina, Salvo. Oggi la commissione sentirà Carlo Verdelli e i responsabili di RaiUno. Ecco il testo della lettera.
“Gentili Commissari, oggi la Vostra Commissione si riunirà per audire i vertici Rai in merito alla discussa e assurda puntata di Porta a Porta su Rai Uno sul libro del figlio di Toto Riina.
 
Sull’impatto e danno fatto alla lotta alla mafia hanno detto in maniera chiara nella audizione in Commissione Antimafia la Presidente Bindi, l’On. Fava, il Sen. Lumia. Parole esplicite che hanno inequivocabilmente spiegato che quello che ai non addetti ai lavori poteva sembrare una semplice puntata su uno dei tanti libri in uscita, è stato in realtà la legittimazione di un nuovo Capo.
Oggi grazie alle critiche e proteste di tutti, dal Quirinale, dal Presidente del Senato Grasso, numerosi parlamentari ed associazioni quotidianamente impegnate sul fronte della lotta alle mafie,  il caso è aperto e voi oggi ne discuterete. Dopo l’audizione della Commissione Antimafia che in maniera inequivocabile ha spiegato che mandare in onda  quella puntata di Porta a Porta è stato un errore tocca a voi discutere l’argomento.
Oggi noi di Scorta Civica vi chiediamo perciò di discutere si, ma alla fine di darci anche una risposta secca affinché ciò non accada più nel nostro Servizio Pubblico, nella nostra Rai abbondantemente pagata da tutti noi. Dovreste rassicurarci  e assicurare che simili episodi non si verifichino più già a partire da domani e non da settembre come  detto dal dg Campo dall’Orto in Commissione Antimafia.
Non dovrà accadere più in una trasmissione registrata, ampiamente e pubblicamente criticata già prima della messa in onda, così come non dovrà accadere più in diretta. Dovreste ottenere dal Servizio Pubblico la garanzia che tre o quattro principi diventeranno invalicabili per la Rai. Sulla  lotta alla mafia per la quale quotidianamente ci battiamo,  il Servizio Pubblico non può avere dubbi ed incertezze.
Si rischia in tal modo di vanificare il sacrificio dei tanti servitori dello Stato e delle tante battaglie che  in  questi anni abbiamo condotto, il lavoro di tante associazioni come la nostra che quotidianamente lottano con abnegazione, passione e costante impegno per un Paese migliore.
Oggi, non fateci assistere al solito dibattito, dove alla fine non cambia nulla! Il tema è troppo importante e vivo nella nostra carne. Stupite positivamente gli italiani, forniteci dei caposaldi, dei punti fermi che segnino un limite invalicabile, che garantiscano al Paese che un simile episodio non non si verificherà più. Certezze dal nostro Servizio Pubblico, senza Se e senza Ma!”
Linda GrassoDirettivo di Scorta Civica

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