La premiata ditta Salvini-Berlusconi vara un mostro politico: le mono-primarie

Destra
Milan's president and former Italian primier Silvio Berlusconi (R) speaks with Lega Nord leader Matteo Salvini (L) during the Serie A soccer match between Ac Milan and Fc Internazionale at Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 31 January 2016. ANSA / MATTEO BAZZI

Ciò che sta succedendo a Roma fotografa una coalizione ormai sull’orlo di una crisi di nervi. E ne vedremo ancora delle belle…

Sono ore convulse per il centrodestra. Quello che sta succedendo a Roma fotografa una coalizione che viaggia ormai sull’orlo di una crisi di nervi. Da una parte Silvio Berlusconi che insiste sul nome di Guido Bertolaso come candidato unitario, dall’altra Matteo Salvini che ribadisce le sue avversità nei confronti dell’ex capo della Protezione Civile (dopo avergli chiesto di candidarsi), dall’altra parte ancora Giorgia Meloni che, sempre più attonita, assiste inerme a questa delirante situazione.

Il numero uno del Carroccio è il vero motivo di tutto questo caos. E’ lui che si sta inventando di tutto per far saltare la candidatura di Bertolaso, probabilmente a causa di frasi, giudicate troppo tenere dal Trump italiano, nei confronti di rom e immigrati. Prima ha improvvisato delle primarie che abbiamo ribattezzato come fake, scegliendo lui i nomi da proporre in una quarantina di gazebo sparsi per la città, senza lo straccio di una regola o un controllo. Niente di più probabile che si sia inventato anche i risultati.

Tanto gli è bastato per riscoprirsi un appassionato di consultazioni democratiche e arrivare a proporre addirittura delle primarie vere per il centrodestra. Ma l’improvvisazione ha un limite, anche per questa sgangherata coalizione. Berlusconi insiste su Bertolaso, proponendolo come “il Rudolph Giuliani di Roma”, Giorgia Meloni dice di avere in tasca una soluzione alternativa, probabilmente se stessa, dato che il suo partito comincia e finisce con lei. Intanto, fuori dalla cerchia degli alleati, i vari “cani sciolti”, da Alfio Marchini a Francesco Storace, si muovono in ordine sparso.

E allora ecco spuntare all’orizzonte una soluzione che sarebbe un unicum nella storia politica, non solo italiana. Visto che nessuno vuole cedere, si cercherà di accontentare tutti. Le primarie si faranno, ma il candidato sarà uno solo: Guido Bertolaso, a cui i cittadini (quali?) potranno limitarsi a dire sì o no. L’appuntamento sarebbe già stato fissato per il 19 e 20 marzo ma la Meloni, ormai stremata dal continuo tira e molla, chiede di anticipare di una settimana.

Una domanda ci sorge spontanea: ma se da queste finti mono-primarie venisse fuori che i cittadini non vogliono Bertolaso cosa potrebbe succedere nella destra romana? Abbiamo la sensazione che ne vedremo ancora delle belle…

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