A 48 ore dal voto: la politica francese s’infiamma fra terrore e polemiche

Francia
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La sfida è ancora aperta e il weekend ancora molto lungo

Era inevitabile. L’attacco terroristico, l’ultimo soltanto in ordine di tempo avvenuto nella capitale francese, ha scosso la politica impegnata in un durissimo scontro elettorale. Fra poche ore, 47 milioni di francesi si recheranno alle urne per scegliere il prossimo Presidente della Repubblica e le polemiche non sono tardate ad arrivare.

Ad intervenire a gamba tesa sugli attacchi che ieri hanno colpito il cuore di Parigi, ci pensa la leader ultra nazionalista Marine Le Pen che in una conferenza stampa nel suo quartier generale non ha usato mezzi termini: “A questo presidente notoriamente inefficace, a questo governo effimero, segnato dall’inazione, come tutti i governi di destra e di sinistra da 10 anni – ha detto la Le Pen-  chiedo un ultimo sussulto, prima di lasciare il potere, gli chiedo solennemente di ordinare il ripristino effettivo delle nostre frontiere in virtù del trattato di Schengen e procedimenti amministrativi o penali immediati per gli schedati a rischio di adesione all’ideologia del nemico”.

Una dichiarazione che non è stata digerita dal premier Bernard Cazeneuve che ha accusato la leader del Front National di strumentalizzare senza vergogna la paura dell’attentato di ieri a suo vantaggio elettorale:
“Marine Le Pen dimentica che oltre 105 milioni di persone sono state controllate” ha detto e “dimostra la sua cattiva conoscenza nei confronti dei dispositivi della lotta antiterrorismo e del suo arsenale penale”. Il premier ha poi ricordato che il Front National non ha votato a favore della maggior parte delle leggi adottate negli ultimi anni contro il terrorismo”. Per Cazeneuve, Le Pen vuol “far dimenticare in realtà di essersi opposta a tutto senza proporre mai nulla di serio né di credibile. Questi propositi più di ogni altra cosa rivelano il suo vero obiettivo: cerca, come dopo ogni tragedia, di approfittare e strumentalizzare per dividere, sfruttare senza vergogna paura ed emozione a fini esclusivamente politici”.

Un’accusa forse non troppo lontana dalla realtà visto che la Le Pen si è lanciata anche in un pronostico sul futuro, dichiarando che si aspetta, da qui a domenica, la possibilità di altri attacchi terroristici. A darle manforte da oltreoceano sembra esserci anche il Presidente Trump che dopo una prima, pacata reazione a caldo, su Twitter ha scritto: “Un altro attacco terroristico a Parigi: i cittadini francesi non ne possono più. Avrà un grande effetto sulle elezioni presidenziali”.

Le Pen non è la sola ad attaccare il governo e le sue misure antiterrorismo, anche il candidato della destra Francois Fillon ha rilanciato l’ormai nota proposta di chiudere i confini e rivedere i trattati di Schengen. Il candidato repubblicano ha promesso di combattere il terrorismo con il pugno di ferro, se dovesse essere eletto. “Manterrei il controllo alle frontiere e lo stato d’emergenza”, ha dichiarato Fillon. Bernard Cazeneuve non ha risparmiato critiche neanche a queste parole, attaccando Fillon e ricordando la soppressione dei posti di lavoro decisa sotto il suo governo tra il 2007 e il 2012 soprattutto nei servizi. Il premier ha poi fatto riferimento alla programmata soppressione da parte di Fillon di 500mila funzionari in 5 anni.

Di tutta altro tenore il commento del candidato Emmanuel Macron che ha cercato di calmare da subito gli animi: “Elettori non dovete cedere alla paura, alle divisioni e alle intimidazioni”. “La mia priorità – ha aggiunto – sarà la sicurezza. Noi dobbiamo unirci, dobbiamo rifondare un’Europa che protegga”.

 


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