La pista di Rio si tinge d’azzurro, Viviani oro nell’omnium

Olimpia
epa05487552 Elia Viviani of Italy competes during Men's Omnium Flying Lap 56 of the Rio 2016 Olympic Games Track Cycling events at the Rio Olympic Velodrome in the Olympic Park in Rio de Janeiro, Brazil, 15 August 2016.  EPA/ALEJANDRO ERNESTO

Il velocista azzurro con una condotta di gara eccezionale vince l’oro davanti a Mark Cavendish e a Lasse Norman Hansen

Elia Viviani compie l’impresa e con una spettacolare due giorni di corse vince l’oro Olimpico nell’omnium, la gara più dura nel ciclismo su pista. Sei prove diverse in due giorni che portano gli atleti allo stremo delle forze. In testa dopo 5 gare su 6, si temeva per la corsa a punti, la gara che conta di più nella specialità, e la gara che a Londra aveva portato giù dal podio Elia Viviani.

“Ho vinto per gli italiani, il supporto dei nostri tifosi in Italia è incredibile” ha commentato l’atleta che conquistato l’oro malgrado una rovinosa caduta che aveva fatto temere un ritiro per le conseguenze. “Un po’ di paura c’è stata – ha ammesso il 27enne di Isola della Scala – però dopo il cambio di bicicletta sono ripartito ed il mio corpo stava bene. Nei dieci giri intermedi ho mantenuto la calma, il tabellone diceva che ero ancora leader e dunque dovevo controllare. Una caduta non poteva rovinare tutto, ero venuto qui solo per l’oro, un altro colore non mi interessava”

Gli avversari erano temibili, a partire dal velocista britannico Mark Cavendish giunto secondo. Sul podio anche il campione olimpico uscente il danese Lasse Norman Hansen, che raggiunge il podio nonostante partisse attardato alla gara a punti. Non riesce la rimonta al campione del mondo Fernando Gaviria, tra i più combattivi nella corsa a punti, ma troppo attardato per poter conquistare una medaglia.

L’omnium è una specialità nuova ai Giochi (ha fatto il suo ingresso a Londra 2012) che prevede sei prove, scratch, inseguimento individuale, corsa a eliminazione, corsa a cronometro, giro lanciato e corsa a punti.

Prima dell’inizio c’erano molte speranze di medaglia, anche se nessuno parlava di oro, ma il velocista veronese in questa due giorni ha dimostrato di essere il migliore, facendo grandi risultati anche in gare non sue come l’inseguimento individuale.

A sei giorni dalla fine delle gare, infatti, l’Italia ha già eguagliato il numero di ori e argenti che aveva conquistato nelle due precedenti edizioni delle Olimpiadi, a Pechino nel 2008 e Londra nel 2012. Al momento il medagliere azzurro recita otto ori, nove argenti e sei bronzi: in Cina il Belpaese aveva chiuso con dieci bronzi, in Gran Bretagna undici, un bel bottino che spazza via i dubbi che avevano preceduto la spedizione azzurra in Brasile.

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