La piccola Favour è più forte dei pregiudizi

Immigrazione
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Peccato che di fronte alla grandezza della sfida dei migranti i partiti populisti di casa nostra si limitino a gettare benzina sul fuoco

La piccola Favour ha gli occhi profondi come il mare che ha attraversato. Lei ce l’ha fatta a passare da un lato all’altro del Mediterraneo, ma la sua giovane mamma è sprofondata giù, come tanti altri, adulti e bambini. Cosa spinge una madre a stritolarsi dentro a un gommone, tra strati e strati di essere umani trattati peggio delle bestie, a rischiare la propria vita e quella di una bambina di nove mesi? La risposta, se ce ne fosse bisogno, è la miseria. Miseria e disperazione senza fine. Chi continua a distinguere tra richiedenti asilo e migranti economici, tra il grano e il loglio, tra chi può e chi non può uscire dall’inferno nemmeno dopo aver trapassato la cruna dell’ago, fa scappare dal ridere di rabbia. Nel 2015 si sono spostate nel mondo 60 milioni di persone e in Europa ne sono approdate un milione e mezzo, con l’Italia a fare da cerniera tra due continenti. Fiumi di donne, uomini e bambini che cambieranno definitivamente la nostra geografia e le nostre società.

I nostri bambini vivranno in un mondo diverso, con mescolamenti nuovi, convivenze inedite e fratellanze inaspettate. L’Italia ha già fatto molto e ha fatto bene nella gestione di questa prova epocale. Con un paradosso straordinario che riguarda il Sud, il “Meridione del sottosviluppo” che sta dando lezione all’Europa intera, in quanto a hotspot, screening sanitari e gestione della prima accoglienza. Come previsto, gli sbarchi aumentano con la bella stagione, ma la gestione terrà se i flussi rimangono, come pare, nello stesso ordine di grandezza degli anni precedenti. Siamo attorno ai 160-170 mila rifugiati all’anno su 60 milioni di abitanti: nessuna invasione, per intenderci. Tuttavia, la gestione ordinaria non basta, con mente lucida bisogna governare questa fase dall’Europa e con l’Europa, perché a sfide globali si risponde con azioni globali.

Le cose da fare sono almeno due. Primo, andare avanti sui tavoli europei con la proposta italiana del Migration Compact, un grande accordo di cooperazione e sviluppo per i paesi africani, di almeno 60 miliardi, da finanziare tramite eurobond, investimenti privati o sulla falsariga del modello Turchia. Tutto il fattibile purché si trovino risorse e modalità per migliorare la vita di quei milioni che sarebbero ben contenti di poter vivere dignitosamente nelle loro terre. Un piano strategico ampio con una visione di medio-lungo raggio, al quale affiancare un secondo strumento, da mettere in piedi nel brevissimo periodo, per evitare che in mare si moltiplichino i massacri.

Ragionando sugli errori e i limiti dell’operazione Triton, occorre un accordo rapido per un controllo efficace e congiunto delle rotte, magari dando gambe alla proposta della Commissione di istituire una Guardia Costiera e di Frontiera Europea, con funzioni operative e con l’obiettivo prioritario di salvare vite umane.

Peccato che di fronte alla grandezza della sfida i partiti populisti di casa nostra si limitino a gettare benzina sul fuoco, alimentando insicurezza e conflitti. Uno dei pilastri dell’ideologia populista, ovvero l’insistenza sul popolo-nazione, che respinge chi è diverso, continua a richiamare adepti a destra e a sinistra. Scatenando una guerra, becera e insensata, tra autoctoni e stranieri, tra nativi e migranti. Non solo la Lega o Fratelli d’Italia, ma anche il Movimento 5 Stelle muove da questi assunti. Scriveva Beppe Grillo qualche anno fa: “Una volta i confini della Patria erano sacri, ma i politici li hanno sconsacrati». Il popolonazione respinge chi è diverso, chi viene a “rubare il lavoro”, a colonizzare la nostra cultura e la nostra identità.

Su queste basi, si fa davvero fatica a costruire una Europa in cui la vita umana ha valore, a prescindere dalla “razza” e dal posto in cui si è nati. Grazie al cielo, mentre i Salvini-Grillo continuano ad alimentare paure e pregiudizi, Favour sarà adottata da una coppia che da tempo aspetta di formare una famiglia, crescerà, sarà molto amata e avrà una buona istruzione. Diventerà una ragazza, una giovane donna italiana insieme a tante altre nell’Italia delle nuove convivenze. Il sogno di sua madre, almeno in parte, si è già realizzato. 

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