La partita perfetta. Re Roger sfida la storia

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epa04841304 Roger Federer of Switzerland (R) at the net with Andy Murray of Britain whom he defeated in their semi final match during the Wimbledon Championships at the All England Lawn Tennis Club, in London, Britain, 10 July 2015.  EPA/TOBY MELVILLE EDITORIAL USE ONLY/NO COMMERCIAL SALES

Federer conquista la sua decima finale a Wimbledon. A quasi 34 anni può diventare il più anziano vincitore dei Championships nell’era Open

La partita perfetta. Andy Murray corre a rete per l’abbraccio finale, sconsolato ma paradossalmente sereno. Contro un Roger Federer in queste condizioni non c’è tennista che possa realmente pensare di opporre una resistenza che alla fine possa rivelarsi vincente. Il campione svizzero conquista la sua decima finale di Wimbledon e domenica affronterà Novak Djokovic per cercare di mettere in bacheca l’ottavo slam sull’erba della sua carriera.

La partita perfetta, dicevamo. Un’impressionante carrellata di colpi impossibili, tutto il repertorio di quello che, anno dopo anno, torneo dopo torneo, sta distruggendo una ad una tutte le presunte certezze del tennis moderno: domenica, a 33 anni e 339 giorni, può diventare il più anziano vincitore di Wimbledon nell’era Open. Una cosa impensabile, nell’epoca in cui i tennisti sono prima di tutto delle macchine fisicamente perfette e infaticabili, per qualsiasi altro giocatore.

Federer, davanti ai 15mila del centrale, ha letteralmente demolito l’idolo di casa Andy Murray, l’uomo del destino per tutto il Regno Unito, lo scozzese che due anni fa ha trionfato ai Championships, 77 anni dopo l’ultima vittoria britannica. Tre set a zero, tre break a zero, nessun turno di servizio concesso all’avversario, il solito gioco pulito, autoritario, vicino alla perfezione stilistica e tattica, condito da colpi di genio difficili anche solo da immaginare.

Dodici anni dopo la prima vittoria a Wimbledon, Federer torna in campo, domenica, per sfidare Djokovic, il numero 1 al mondo. L’anno scorso fu una partita memorabile. La spuntò Nole al quinto set e dopo quella partita in pochi avrebbero scommesso che, ad un anno di distanza, la sfida si sarebbe ripetuta. E invece, dopo un torneo giocato a livelli inimmaginabili, il re del tennis è ancora lì. Pronto a sfidare la storia e a scrivere un’altra, incredibile, pagina di sport.

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