La Nato resterà in Afghanistan oltre il 2016, l’Italia tra i Paesi guida

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epa05416570 NATO Secretary General Jens Stoltenberg speaks at a press conference at the second day of NATO Summit in Warsaw, Poland, 09 July 2016. The NATO Warsaw Summit takes place on 08 and 09 July with about 2,000 delegates, including 18 state heads, 21 prime ministers, 41 foreign ministers and 39 defence ministers taking part in the Summit.  EPA/PAWEL SUPERNAK POLAND OUT

La presenza delle truppe alleate si prolungherà anche nel 2017. Renzi: “Qualsiasi decisione spetta al parlamento. Un contingente italiano anche sul fronte orientale, ma no a una nuova Guerra fredda”

“Il nostro messaggio è chiaro: l’Afghanistan non è solo”. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg preannuncia così la decisione degli Alleati di mantenere propri contingenti nel Paese mediorientale anche dopo la scadenza della missione Resolute Support, inizialmente prevista per il 2016. Di fronte alle “gravi instabilità e violenza” che ancora minacciano l’Afghanistan, le truppe del Patto atlantico continueranno l’addestramento delle forze afghane per tutto il 2017, mentre i contributi finanziari di 5 miliardi di dollari l’anno saranno prorogati fino al 2020.

L’Afghanistan è un tassello chiave nella lotta al terrorismo internazionale, per la recrudescenza degli attacchi dei Talebani nel Paese e per il tentativo di penetrazione dell’Isis.

“Ci è stato chiesto di continuare il lavoro iniziato in Afghanistan, il governo lo condivide perché lo ritiene strategico”, ha spiegato Matteo Renzi in conferenza stampa da Varsavia, sede del vertice Nato che si conclude oggi. “Tutte le procedure – ha precisato il premier – saranno portate all’attenzione del parlamento, sia in termini economici che di invio e spedizioni di truppe”.

La richiesta rivolta dagli Alleati al nostro Paese è di far crescere lievemente l’impegno attuale, dopo il disimpegno deciso dalla Spagna. L’Italia diventa così una delle Nazioni guida dell’operazione in Afghanistan, insieme a Germania e Turchia. Attualmente, il nostro contingente – dispiegato tra l’area di Kabul, quella di Herat e, per le esigenze connesse all’operazione, a Dubai (Emirati Arabi Uniti) e Tampa (Usa) – conta circa 950 unità, che quindi sembrano destinati a crescere sopra quota mille.

Una compagnia di 150 uomini sarà inviata dal nostro Paese anche sul fronte orientale della Nato, che sarà presidiato da quattro battaglioni alleati. “Un attacco a uno di questi Paesi – ha sottolineato Stoltenberg – sarà considerato un attacco contro tutta la Nato”. Il messaggio è rivolto ovviamente soprattutto alla Russia. “Esistono alcuni Paesi in Europa che avvertono la necessità di una risposta più forte in termini di deterrenza nei confronti della Russia – ha spiegato Renzi -. La loro sovranità non verrà messa in discussione ma non è con le escalation verbali che si risolvono i problemi. Secondo alcuni bisogna tornare ad un clima da Guerra fredda. Abbiamo detto che è fuori dalla realtà“.

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