La mission di Renzi a Berlino, per salvare Atene e dare un colpo ai populisti

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Il premier italiano oggi incontrerà Angela Merkel proprio nelle ore più calde della trattativa per il salvataggio della Grecia. Tsipras gioca le sue ultime carte, mentre un vasto fronte no-euro e no-austerity lo incoraggia a far saltare il banco

Il barlume di speranza che si è acceso ieri nell’asse tra Atene e Bruxelles è chiamato stamattina alla prova dei fatti. Dopo la fumata nera di ieri sera, infatti, i ministri delle finanze dei paesi dell’euro torneranno a riunirsi in teleconferenza a partire dalle 11.30, per verificare la possibilità di varare un estremo piano di salvataggio per la Grecia. Ieri infatti il paese ellenico ha visto scadere la rata del rimborso dovuto al Fmi, imboccando così la strada del default, che arriverebbe tra un mese circa.

L’offerta avanzata ieri da Alexis Tsipras ha riaperto le trattative, proprio quando ormai tutti sembravano rassegnati ad attendere il referendum convocato dal premier greco per domenica prossima. Ora il governo di Atene si gioca l’ultima carta per evitare lo showdown di una consultazione lacerante per il paese, politicamente e non solo.

Proprio mentre l’Eurogruppo sarà riunito a oltranza, Matteo Renzi arriverà nel luogo più caldo per la trattativa. Il presidente del consiglio oggi sarà infatti a Berlino (alle 10.15 terrà un discorso all’università Humboldt, alle 12.30 visiterà le industrie Berlin Chemie), dove alle 15.30 incontrerà Angela Merkel (al termine del vertice è prevista una conferenza stampa che Unità.tv seguirà in diretta streaming). È proprio la cancelliera a opporre le maggiori resistenze a un nuovo accordo salva-Atene, almeno fin quando non si terrà il referendum di domenica.

Ieri il premier italiano ha sentito Tsipras e oggi proverà a vestire i panni del mediatore con Merkel proprio nelle ore più calde della trattativa.

A spingere Renzi in quella direzione è anche l’inedita saldatura che si è venuta a creare tra il fronte no-euro di casa nostra, guidato da Salvini e Grillo (che ha annunciato la sua presenza ad Atene per domenica, nell’intento di festeggiare l’eventuale vittoria del No), la sinistra dei vari Vendola, Civati e Fassina (anche loro con le valigie pronte verso la capitale ellenica) e la minoranza interna al Pd. Ieri due interviste a Bersani e D’Alema hanno evidenziato la linea pro-Tsipras favorevole al No assunta da questa parte dei dem.

Renzi, però, non vuole discostarsi dalle sue posizioni e oggi lo dirà chiaramente alla cancelliera Merkel: bisogna salvare la Grecia, ma anche Atene deve fare la sua parte. Altrimenti – è il ragionamento del premier italiano – il fronte populista in Europa si rafforzerà ancora di più, raccattando consensi su linee politiche impraticabili in nome di un velleitario “facciamo come Tsipras” e mettendo così a rischio i governi riformisti, a partire dal suo. A guadagnarci, è il messaggio che Renzi lancia alla sua sinistra, compresa quella interna, sarebbero Grillo e Salvini, non certo Bersani o Fassina.

(foto Flickr – Palazzo Chigi)

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