L’export tedesco rischia grosso e preoccupa Merkel

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Gli accordi di uscita del Regno Unito condizioneranno non poco il commercio dei paesi dell’Unione. E a farne le spese maggiormente potrebbero essere proprio i prodotti made in Germany

Le parole di Angela Merkel pronunciate questa mattina al Bundestag non lasciano molti dubbi sull’atteggiamento che ha in mente Berlino nel condurre la complessa trattativa che porterà la Gran Bretagna fuori dall’Europa. “Deve esserci e ci sarà una differenza palpabile – ha detto la Cancelliera – tra essere o non essere parte della famiglia europea”. Insomma, secondo la Merkel non sarà concesso alcun privilegio a Londra.

Tuttavia, qualche dubbio sulla tempistica con la quale la Cancelliera tedesca ha intenzione di arrivare alla Brexit rimane. Se prendiamo in esame un’altra sua dichiarazione, in cui afferma di voler attendere una richiesta formale da parte di Londra prima di procedere, la leader della Cdu sembra infatti avere intenzione di temporeggiare. In contrasto con quanto già espresso da Renzi e Hollande, dal presidente della Commissione Europea e dal Parlamento europeo, i quali vorrebbero avviare la trattativa nei tempi più rapidi possibili.

Se così fosse, perché dunque questo temporeggiamento? Una chiave di lettura potrebbe essere di natura economica. È chiaro, infatti, che gli accordi di uscita e i vari negoziati condizioneranno non poco il commercio e il flusso di capitali dei paesi dell’Unione. E a farne le spese maggiormente potrebbero essere proprio gli esportatori tedeschi.

Non a caso in questi giorni la Cancelliera aveva anche sottolineato che “le negoziazioni dovranno avere luogo in un contesto favorevole alle relazioni economiche”. E ancora, che “la Gran Bretagna rimarrà un partner stretto, a cui siamo legati economicamente”.

Ma sono i numeri, più di qualsiasi altra dichiarazione politica, a chiarire come il forte legame economico potrebbe influenzare le trattative della Brexit: nel 2015 il surplus commerciale con il Regno Unito ha toccato i 50 miliardi di euro, con le esportazioni tedesche che hanno totalizzato qualcosa come 89 miliardi di dollari, ovvero il 3% del Pil tedesco. Quello con la Gran Bretagna rappresenta addirittura il 20,6% dell’intero saldo commerciale tedesco. Solo la Francia e gli Usa hanno acquistato una percentuale maggiore di merce dalla Germania.

È chiaro dunque che qualsiasi sconvolgimento nei rapporti commerciali tra le due forze avrebbe pesanti ripercussioni sul Paese guidato da Angela Merkel.

Al tempo stesso, tuttavia, una riduzione del suo surplus commerciale orienterebbe finalmente la Germania a un maggior rispetto delle regole europee. Da ben otto anni, infatti, Berlino esporta in misura maggiore rispetto a quanto dovrebbe importare, superando il tetto del 6% imposto dall’Ue. E forse anche su questo aspetto dovranno riflettere i paladini del rigore e del rispetto delle regole.

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