La Merkel non si smuove, si corre verso il referendum greco

Grexit
ue-grecia_unita

Il senso della conferenza stampa Merkel-Renzi. Il premier italiano annuncia l’intenzione di far svolgere il referendum sulle riforme costituzionali a giugno 2016.

Scontando l’irritazione di François Hollande, secondo il quale si deve trovare un accordo prima del referendum greco di domenica, Angela Merkel ha ribadito che c’è ormai poco da fare: “Oggi e mercoledì…”, ha quasi maramaldeggiato in conferenza stampa (accanto a Matteo Renzi, al termine del faccia a faccia berlinese). Come per dire: il tempo è scaduto: “Riteniamo che prima debba aver luogo il referendum, se ci sarà qualche situazione nuova la valuteremo, ma per il momento non c’è nessuna situazione nuova”.

La posizione dura di Berlino, dunque, resta intransigente. Lo si era capito ieri e oggi Schaeuble lo aveva più che confermato. Renzi non coltivava particolari illusioni su un eventuale ammorbidimento della Cancelliera, solo ha voluto rendersi conto di persona dello stato della discussione. Oltre che ad incassare – ma questo ovviamente esula dalla partita greca – un nuovo plauso della Markel alle riforme intraprese dal governo italiano. Il presidente del consiglio ha colto la palla al balzo annunciando l’intenzione di far celebrare il referendum sulle riforme costituzionali nel giugno 2016 (contemporaneamente alle comunali di Milano, Napoli, Torino eccetera?).

Tornando alla convulsa vicenda della Grecia, mentre Juncker fa sapere che i contatti con Atene restano aperti, l’impressione è che la relativa fiducia mostrata stamane dai mercati sulla possibilità di un’intesa in extremis sia destinata a lasciare il passo a valutazioni più realistiche.

Dal canto suo Renzi è tornato a criticare il regferendum voluto da Tsipras, anche se – ha specificvato – “non metto bocca”: “La consultazione popolare in Grecia è un grande errore, ma rispetto la volontà del popolo greco. Quello che è fondamentale è cercare di far prevalere le ragioni del buon senso. Non è pensabile che l’Europa fa la guerra all’evasione fiscale in tutto il mondo e poi non fa pagare le tasse agli armatori greci. Non bisogna trasformare il referendum in un derby tra qualche leader europeo e Tsipras”.

Vedi anche

Altri articoli