La Mehari di Siani in viaggio per la legalità

Legalità
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La tappa nelle città emiliane: un viaggio macinando chilometri per tutta IItalia che si concluderà il 5 marzo prossimo

L’auto sulla quale il 23 settembre del 1985 venne ucciso dalla camorra il giornalista napoletano Giancarlo Siani è arrivata questa mattina in piazza Cittadella a Piacenza su un camion di Geotrans.

Emblematico che a ‘scortare’ la vettura, la famosa Citroen Mehari, sia stata proprio la Geotrans, una azienda siciliana di autotrasporto confiscata alla famiglia mafiosa Ercolano (in un primo tempo associata nel consorzio gestito dalla Fitalog di Enrico Bini, oggi sindaco del Comune reggiano di Catelnovo ne’ Monti, e poi allontanata dalla Fita, la sezione trasporti della Cna). Azienda oggi sotto amministrazione giudiziaria e quindi da qualche mese riassociata alla Fita stessa della presidente nazionale Cinzia Franchini.

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“La Mehari di Giancarlo Siani è un simbolo potente, della ricerca della verità, della passione civile, del coraggio di sfidare le mafie a viso aperto, della forza della cultura e della conoscenza contro ogni tipo di oppressione. Ed è soprattutto un simbolo capace di accendere le nostre coscienze – ha commentato l’assessore regionale alla legalità Massimo Mezzetti -. Davanti a quell’auto verde, su cui 32 anni fa venne assassinato il giovane giornalista de Il mattino di Napoli, non si può rimanere indifferenti”.

Sì perché sono passati esattamente 32 anni da quella sera in cui Siani venne assassinato a pochi metri da casa, nel quartiere Arenella di Napoli, con 10 colpi di pistola alla testa da due sicari poi fuggiti in moto. Per quell’omicidio vennero condannati all’ergastolo i mandanti, i fratelli Lorenzo e Angelo Nuvoletta, e Luigi Baccante, e gli esecutori, Ciro Cappuccio e Armando Del Core. 

“Un viaggio legale per ribadire quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione sul tema delle infiltrazioni mafiose anche e, vorrei dire soprattutto, in Emilia Romagna – afferma la presidente nazionale Cna Fita Cinzia Franchini -. Una Regione, la nostra, dove la ‘ndrangheta in particolare ha messo le radici in interi settori dell’economia, l’autotrasporto tra questi, come testimonia l’ultimo rapporto della Dia e come purtroppo testimoniano le evidenze del processo Aemilia nel quale Cna Fita è tra le parti civili ammesse. Una situazione allarmante nonostante le dichiarazioni rassicuranti di una larga fetta della politica locale. Di governo e non. In questo contesto è fondamentale l’impegno dei partiti, delle istituzioni, delle associazioni di rappresentanza, dei sindacati, del mondo della cultura e della società civile. Per fare emergere il problema in tutta la sua gravità, permettendo così di trovare vere soluzioni condivise. Ma questo viaggio creda metta in luce soprattutto l’esigenza di supportare e dare spazio a una stampa libera, a un giornalismo autonomo. Questo viaggio in memoria di Siani, ucciso per le sue inchieste sui clan campani e sui rapporti tra camorra e istituzioni, dovrebbe essere un monito a lavorare tutti affinché non si debba più parlare di giornalismo ‘coraggioso’. Ma semplicemente di giornalismo – continua Cinzia Franchini -. Perché il coraggio e la libertà sono parte del giornalismo e senza di questi elementi il giornalismo non è più tale. Impegnarsi affinché l’anomalia, in tutti i settori, compreso l’autotrasporto che rappresento, non sia più quella di chi ha il coraggio di denunciare, di esporsi, di dire, addirittura di urlare, ma l’anomalia sia il tacere e chinare il capo davanti ai poteri che spaventano. Siano essi mafiosi o non mafiosi. Questo viaggio legale spero sia l’occasione per sgombrare il campo dalle paure sulle quali poggiano la loro autorevolezza malata le mafie. Perché se un giorno, anche l’uomo più pavido, potrà raccontare apertamente quello che sa sulla mafia allora connivenze, interessi economici o politici, per quanto saldi e forti non basteranno più a dare linfa alla criminalità organizzata”.

La Citroen Mehari di Siani, dopo l’arrivo di oggi a Piacenza, percorrerà la via Emilia fermandosi in tutte le province emiliane. Un viaggio di 600 chilometri che si concluderà il 5 marzo del prossimo anno e che verrà effettuato dai mezzi del gruppo di autotrasporto ravennate Consar e dell’azienda modenese Trasporti Caretti e Franchini. Un progetto promosso Cgil Er, Cna Fita, Filt Cgil, Caracò, Libera e Comitato IoLotto.

 

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