La maledizione delle Olimpiadi di Londra

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Sono già 16 gli atleti che presero parte ai Giochi e che hanno perso la vita. Si tratta di 12 uomini e 4 donne

Una vera e propria maledizione quella che si è abbattuta sulle scorse Olimpiadi di Londra 2012. Sono infatti già 16 gli atleti che presero parte ai Giochi e che hanno perso la vita. Si tratta di 12 uomini e 4 donne. L’ultima atleta morta, in ordine di tempo, è la bielorussa Yulia Balykina. La 31enne scomparve lo scorso ottobre ed è stata ritrovata avvolta in un cellophane in un bosco. Per la sua morte i sospetti si concentrano sull’ex fidanzato.

Il primo olimpionico di questa tragica catena è stato Keitani Graham morto nel dicembre del 2012 per un attacco cardiaco. Aveva rappresentato la Micronesia nella lotta greco-romana. Poi è stato il turno di Burry Stander. Il ciclista sudafricano di mountain bike, quinto a Londra, ha perso la vita investito da un taxi durante un allenamento.

Andrew Simpson, velista britannico argento ai Giochi, è morto annegato in allenamento. La judoca russa Yelena Ivashchenko si è tolta la vita. Si è suicidato anche il giovanissimo pugile australiano Billy Ward. Soffriva di una forte depressione.

E’ stato assassinato il lottatore egiziano di greco-romana Abdelrahman El-Trabily mentre partecipava ad una manifestazione a supporto dell’ex presidente Morsi. Ucciso anche Jakkrit Panichpatikum, tiratore thailandese assassinato con colpi da arma da fuoco mentre si trovava in macchina. La suocera ha poi confessato di aver pagato per farlo uccidere.

Christian Lopez, sollevatore di pesi guatemalteco è morto in seguito alle complicazioni di una polmonite. Un tumore ha invece portato via Elena Baltacha, tennista britannica.

Considerato uno dei lottatori più forti degli ultimi anni, finalista di greco-romana a Londra, il georgiano Besik Kudukhov è morto in un incidente stradale. Sempre in un incidente, ma tra due elicotteri in Argentina durante un reality televisivo, ha perso la vita il pugile francese Alexis Vastine. Stesso elicottero e stesso destino per la nuotatrice francese oro nei 400 metri ai Giochi Camille Muffat.

Il maratoneta canadese di origine jamaicana Daundre Barnaby è invece morto annegato mentre si allenava lo scorso marzo. Trevor Moore è stato dato per morto dopo che il suo gommone è stato trovato vuoto nel mare di Miami. Un attacco cardiaco nel sonno ha stroncato la vita del triatleta francese quinto ai Giochi londinesi Laurent Vidal.

I trentesimi Giochi Olimpici di Londra non verranno ricordati solo come la prima edizione per numero di nazioni e di atleti partecipanti, ma, forse, anche per questi 16 morti, queste 16 giovani vite interrotte.

 

 

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