La maggioranza silenziosa è con noi

Referendum
Il premier Matteo Renzi surante il suo discorso  al teatro Metastasio di Prato, 24 settembre 2016.  ANSA/ PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - TIBERIO BARCHIELLI   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

La Enews del presidente del Consiglio

Mancano venti giorni al voto del 4 dicembre sul referendum costituzionale. Venti giorni che valgono venti anni. I venti anni di tentativi falliti del passato. I venti anni di speranza che possono aprirsi se l’Italia sceglierà il futuro e non la paura.
Non vi parlo per una volta di tutte le iniziative della settimana. Chi vuole può seguirle qui su facebook e sui canali del Governo.
Oggi mi limito a fare un augurio, un augurio a tutti voi e soprattutto a quelli che da tanto tempo condividono con me questa meravigliosa avventura.
Siamo al bivio decisivo, ragazzi, lo sappiamo.
Molti di voi sono impegnatissimi in queste ore. Vanno casa per casa. Fanno il porta a porta. Organizzano eventi. Altri sono preoccupati. Tesi. I sondaggi dicono che il No sarebbe più forte del Sì, al momento (e che gli indecisi sono più forti del No e del Sì messi insieme, ma questa è un’altra storia). E qualcuno dunque è preoccupato. Qualcuno pensa che ci sarà un effetto Trump sul referendum.
Il mio augurio è di vivere questi venti giorni con un sorriso. Divertitevi! Giocate all’attacco. Non lasciatevi circondare dalla paura. C’è un ostacolo da superare, certo. Ma in fin dei conti siamo qui per questo.
Se ci pensate, quando siamo partiti sei anni fa, da un capannone abbandonato di Firenze, nessuno avrebbe mai scommesso mezzo centesimo su di noi. Ci guardavano come ragazzini ingenui e sprovveduti, forse sognatori. E il bello è che lo eravamo allora, lo siamo anche adesso.
Eppure oggi siamo qui. Pronti a fare quella riforma di cui tutti hanno sempre sottolineato l’urgenza ma che adesso molti leader politici contestano, rifiutano, ignorano. Tutti volevano le riforme. Noi le abbiamo fatte. Adesso gli altri non le vogliono più, chissà perché.
Abbiamo iniziato la nostra avventura partendo da questo messaggio: l’Italia deve essere più semplice. E la politica italiana deve essere più semplice. Meno parlamentari, meno rimborsi ai consiglieri regionali, meno enti inutili, meno burocrazia.
Adesso questi venti giorni non sono uno stress: sono i nostri venti giorni. Attendiamo da sempre questi venti giorni. Sono i venti giorni che aspettiamo da anni. Giochiamoceli. Con il sorriso sulle labbra, andando incontro agli indecisi, spiegando il quesito, confrontandoci con tutti.
Noi non siamo qui per galleggiare, come hanno fatto generazioni di politici prima di noi.
Noi non siamo qui per vivacchiare, ma per cambiare.
Noi non siamo qui per inseguire un vitalizio, ma per dare un futuro ai nostri figli.
La maggioranza silenziosa degli italiani sta con noi. Sia quelli che votano altri partiti (qui il mio appello ai leghisti e ai cinque stelle), sia quelli che non votano più. Ma bisogna coinvolgerli. E per farlo occorre uno sforzo di tutti. Un impegno deciso e sorridente di ciascuno di noi.
Questa è – banalmente – la più grande occasione che abbiamo per dare all’Italia un domani.
Non buttiamola via. Non impauriamoci se gli altri ci attaccano: è ovvio che chi difende i propri privilegi ci attacca. Indossiamo il sorriso più bello e gustiamo questi ultimi venti giorni di campagna.
Basta un sì e l’Italia cambia davvero.
Con il no tutto rimane fermo immobile.
Andiamo incontro alla gente e dimostriamo che la politica serve a cambiare qualcosa, non solo a stipendiare qualcuno. La mia email, la sapete: matteo@governo.it
Quella del comitato per far sapere che ci siete e cosa state facendo: eventi@bastaunsi.it
Un abbraccio e buona settimana a tutti.
Con il sorriso più grande, Matteo

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